Atipico racconta il nuovo singolo “Se non bastasse mai il tempo”.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Atipico. Una bellissima intervista tra progetti, sogni e tanta musica!

Ciao Atipico e benvenuto! Quando e come inizi a fare musica?
In casa quando ero molto piccolo avevo una batteria giocattolo che suonavo in continuazione. All’età di 8 anni ho deciso di approcciarmi ad uno strumento vero ed ho iniziato a studiare chitarra, è lo strumento che tutt’ora mi accompagna in tutto ciò che scrivo e creo.

Da dove nasce il tuo nome d’arte?
Il mio nome d’arte nasce da un modo di essere e di approcciarsi alla vita. Come suggerisce il nome stesso fa intendere molto. Non amo gli stereotipi, il mischiarsi con la massa e preferisco sempre ascoltare anziché parlare

Quali sono state le tue fonti di ispirazione?
Sono un grande appassionato di musica pop, rock e brit pop. Sono cresciuto a pane ed 883 fino a maturare e riconoscermi nella grinta dei testi di Fabrizio moro. Ma in generale ascolto un po’ tutta la bella musica suonata

Come mai la scelta di intitolare un singolo “Se non bastasse mai il tempo”?
Il brano stesso è una continua riflessione e contrapposizione alla nostra abitudine di dire spesso “non ho tempo”. Quello a cui miro in questa canzone è far emergere cosa sarebbe davvero se il tempo non bastasse, basta solo saperlo gestire e se occorre rompere la clessidra che ci spaventa.

Fatti un augurio per il futuro che verrà!
Sono un grande sognatore e provo a costruirli giorno per giorno un tassello alla volta, ma mi auguro vivamente di continuare a fare musica più a lungo possibile e farvi vivere il mio mondo attraverso i miei occhi grazie alle mie canzoni.