diciannove come il tram

QUELLA VOLTA CHE LA FEFFA HA INCONTRATO “DICIANNOVE COME IL TRAM”

Conoscete tutti Francesca no? Cioè vabbè Franca, decisamente Franca. Ecco io e lei Roma l’abbiamo vissuta insieme da universitarie, il tram abbiamo imparato a prenderlo insieme. C’è sempre stata questa simbiosi, questa storia piena di pagine tra me e lei. Due migliori amiche accecate dalle luci della città più bella: Roma. Pensate, una volta per chiacchierare sul tram abbiamo sforato di 4 fermate. Avevamo preso una stanza in un B&B a San Lorenzo per festeggiare la sua laurea. Nonostante fosse notte eravamo così a nostro agio. Penso anche a tutte quelle volte che prendevo il tram di corsa per arrivare a casa sua a Piazza Bologna, a raccontarle di quegli amori che non tornano più.

Non avrei mai pensato di dirlo, ma a me durante questa pandemia manca pure il tram. Stare con gli occhi fuori il finestrino con Coez o Calcutta in cuffia, su quella “maledetta” linea del 19 sempre in ritardo quando dovevo fare un esame e sempre troppo in anticipo quando dovevo andare a lezione.

Sapete, per chi a Roma non c’è mai vissuto sembra esagerato, ma per noi nonostante tutto era un lusso poter ammirare la città eterna dal finestrone impolverato e sporco del tram 19.
Mi ha fatto piacere sapere che non sono l’unica a pensarlo. Perché? Beh, da tutto questo è nato “Diciannove come il tram” e no, no no no…non è stata scritta da un romano, ma da un ragazzo fuori sede che ha visto in Roma la sua vera nascita. Nicola Stivaletta ha dato voce, anzi, una forma totale a tutti quelli che su quella linea del tram ci hanno riso, pianto, sperato, corso, scazzato e spesso pure innamorati.

Di te mi ha colpito tantissimo il tuo folle amore per Roma, nonostante non sia la tua città Natale
Qui è dove sento di essere cresciuto davvero, dove ha preso forma tanto di quel bello che oggi fa parte della mia vita. Ho studiato alla Sapienza, poi mi sono trasferito a Milano per lavoro e attualmente sono in Irlanda.
Per quanto io possa girare, Roma fa parte di me.

Se non sbaglio questo filo invisibile che lega te alla città è diventato reale in un racconto… e non solo!
A Roma ho conosciuto la persona che amo. Tra alti e bassi alla fine posso dire di averla ancora nella mia vita.
Questa è anche un po’ la trama de “Le ragazze della linea 19” , che racconta un mio amore finito, ritrovato poi in Irlanda. La trama attraversa i 5 quartieri storici toccati della linea 19, una macro-narrazione in piccole micro-narrazioni. In quelle ragazze incontrate sul tram ritrovavo la figura che avevo sentimentalmente smarrito. Con una mia collega abbiamo pensato di dare forma a tutto questo sentimento. Ero certo che qualcuno avesse vissuto la mia storia. Sono certo che non sono l’ultimo.

Sui social ci avete tenuto tanta compagnia in questo momento pandemico. Spesso avete fatto commuovere anche me. Nonostante tutto la pandemia ha aiutato nella creazione di nuovi contenuti?
Contro ogni aspettativa è stato un momento ricco di ispirazioni. Abbiamo affrontato diversi temi e ci siamo tenuti compagnia reciprocamente su Instagram. Ho maturato l’idea di pubblicare un secondo libro, che vorrei si chiamasse proprio Diciannove come il tram .

Quindi ti definiresti uno scrittore?
Non proprio sai? Ho fatto qualcosa dove le persone si sono ritrovate e vorrei continuare su questa linea.

Certamente, però, sei un creativo. Questo lo posso affermare io senza nemmeno chiedere. Mi riferisco al favoloso progetto portato avanti con la band “Le Colonne”
“Le Colonne” , che band! Mi sono piaciuti subito e non ho esitato a volerci collaborare quanto prima. Volevo che qualcuno riportasse in musica un testo-sintesi del racconto. Credo nel videoclip sia papabile quanto sia stato bello ed emozionante ampliare il progetto su un livello musicale.

E se il 19 fosse stato in un’altra città, sarebbe stato lo stesso?
Non credo, Roma ti regala cose che nemmeno puoi immaginare se non le vivi. Ok,ci sono tanti disagi, mille problematiche, ma niente è paragonabile al senso di appartenenza che ti da questa città di sera dopo una giornata di studio/lavoro. Roma è magica, vivi una sensazione, una storia diversa, per ogni quartiere. Anche quando non sei li, è come se ci fossi comunque. Ti da un bagaglio emotivo senza limite.

Ti capisco benissimo, io non saprei nemmeno spiegarlo. Credo che quello che stia piacendo del tuo progetto, sia la capacità di potersi ritrovare in una sensazione troppo difficile da spiegare senza sembrare esagerati.
Penso che Roma sia un’esperienza: se non la vivi non la capisci. Siamo troppo fortunati ad aver conosciuto l’Atac dai! [ride] Dico davvero, ci sono immagini che ti porti dentro per tutta la vita.

C’è stato qualcuno che vi ha contatto e raccontato qualcosa che vi è rimasta impressa?
C’è un rapporto molto amichevole con i seguaci sono sincero. Mi ha fatto piacere notare come ci fossero tante storie come la mia. Amori nati magicamente in una grande città, o magari amicizie, che ora fanno a botte con la distanza. Ci piace rimanere al passo con le storie e magari ricevere qualche aggiornamento.

Spesso avete trattato argomenti diversi da quello dell’amore o delle serate a San Lorenzo. Ce n’è stato uno in particolare che è stato molto apprezzato?
La crisi dei 25 anni. A 25 anni ti ritrovi una storia finita, i tuoi amici che se ne vanno, l’università che generalmente sta per finire o ricominciare. Sei in quell’età di mezzo particolare dove non ti senti capito e peggio, non ti concedi il lusso di lasciarti andare ad uno sfogo. Ti sembra stupido stare così. Essere stati di aiuto per tanti ragazzi come noi, mi ha fatto capire quanto ci sarebbe bisogno di supporto da una società menefreghista, spoglia di emozioni, basata sul fatturato e sempre meno sulle piccole cose.

Tra i vari progetti avete aperto anche uno shop! Dalla serie “non vi lasciamo mai soli!”
Si! Ci sono un po’ di gadget per portare con voi sempre un pezzo di quella Roma ragazzina e della vostra storia. Non credo che vi lasceremo mai soli, anzi, tenetevi pronti a delle favolose novità.

Credo non ci sia nulla da aggiungere. Nicola si è fatto portavoce di un qualcosa che io stessa vi auguro di poter vivere una volta della vita. In questo tempo di pandemia mi auguro anch’io una cosa: anche se niente sarà come prima, mi auguro di tornare a prendere il tram, di arrabbiarmi per i ritardi, di sentire il cuore che batte a mille al pensiero che alla prossima fermata ci sia qualcuno ad aspettarmi. Ciao Roma mia, aspettami.

PH Credits Flavio Muriana

Model Valentina De Giorgi


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