“IN TE HO NASCOSTO UN LAGO”: NEI VERSI DI MARCO FORTUNA UN OMAGGIO ALLA VITA E ALLA SUA CICLICITA’

30 componimenti per raccontare passato e presente in un tempo ciclico plasmato di sentimenti, esperienze e relazioni.

La poesia di Marco Fortuna è esistenza, contemplazione della natura, diluizione del
dolore. È nostalgia e rinnovamento, aspirazione a un nuovo umanesimo.
La parola divenuta immagine: i versi del poeta, confluendo nella narrazione del
sentimento universale, diventano socialità e rappresentazione dell’uomo, nei cui
dolori, gioie e illusioni, da sempre, si scopre la totalità della vita.

Nella poesia ci emozioniamo per qualcosa che capita a noi stessi e non, di riflesso,
per qualcosa che capita ad altri. È una delle cose preziose che servono per farci ‘sentire’ che siamo ancora vivi.” [Marco Fortuna]

Ogni poeta eleva la nostalgia come suo elemento centrale. Forse sì, ma in Fortuna,
questa meditazione sul passato e sul ritorno possibile, senza essere troppo
drammatizzata, si riempie di particolari (dico proprio di particolari fisici, di cose, di
modi delle materie) così bene elencati, confessati, acquisiti e infine immessi nel
tessuto del testo, da conferire all’opera un tenore di originalità. Insomma, non un
canto funebre sul mondo, ma poesia rivitalizzante il mondo. Il mondo poetico di “In
te ho nascosto un lago” è un mondo non perduto; è solo il mondo della conoscenza
dell’azione affettiva.