#IndieInspiration TAVO il fascino del cantautorato

Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef.

 

Ciao Tavo, sono molto contenta di poterti avere qui oggi! Il 5 Maggio è uscito il tuo progetto musicale “Theia”…
Ciao Fede, piacere mio di essere qui oggi! La Terra si scontrò con un enorme pianeta chiamato Theia, e dall’accorpamento dei detriti prodotti da quella collisione nacque la Luna. Un disastro senza precedenti da cui è scaturito l’affascinante e, a tratti, misterioso satellite che tutti conosciamo. Il mio progetto parte proprio da qui, con un pensiero molto profondo: dalle grandi catastrofi possono nascere delle belle possibilità. Possiamo paragonarlo un po’ anche a quello che stiamo vivendo, nonostante il progetto sia nato prima di questo cambio forzato del nostro stile di vita.

Quali ispirazioni a livello stilistico sono state importante per la tua formazione di cantautore?
Quello italiano è il mio cantautorato di base, con qualche ispirazione internazionale come i Radiohead. Ho ascolti eterogenei, potrei esporre il mio pensiero con una metafora: tanti ingredienti per poter arrivare ad una miscela innovativa e personale.

Secondo te, quali sono le 3 qualità che un cantautore emergente deve possedere oggi?

  • Saper ascoltare è al primo posto. Mi devo interfacciare con tutte le figure che incontro sul percorso, senza essere troppo gelosi dei proprio pezzi;
  • Essere umili: va bene credere nel proprio talento, ma avere quell’umiltà che ti permetta un confronto costruttivo con i professionisti;
  •  Voglia di darsi da fare: non esistono sabati e domeniche, tempi liberi o affini quando si tratta di dar via ad un progetto.

Tra tutti i singoli della tracklist, quale consiglieresti per un primo ascolto “di fiducia”?
A mani basse direi “Il tempo di ballare”, un singolo che tocca la mia sensibilità e al quale sono molto legato. Ha modo di far conoscere, anzi, di farmi conoscere anche da un aspetto decisamente autobiografico. E’ stata una bella prova di coraggio per me, perché non sempre è facile accettare di riportare il proprio vissuto. 

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