#Music Angelo Cicchetti presenta Little Heaven

Angelo Cicchetti, classe ’91, nasce a Matera. Comincia a suonare la chitarra militando in diverse rock band locali e molto presto, all’età di 14  anni, scrive la sua prima canzone. Ispirato dai cantautori italiani e, in generale, internazionali passa da sonorità rock a quelle più delicate come il jazz, fino ad arrivare a ritmiche energiche funky. Negli anni si esibisce in diversi locali e caffè letterari della sua città natale fino ad arrivare al capoluogo pugliese di Bari.

 

Ciao Angelo, che piacere averti qui! Quando e come ti avvicini alla musica?
Ciao Fede, un saluto a tutti i nostri lettori! Mi avvicino alla musica per gioco a 14 anni sai? I miei amici mi coinvolsero in una cover band, una bella esperienza. Successivamente sono arrivato al cantautorato italiano, dalla scuola genovese a quella bolognese. Ho molte influenze straniere, ma il primo “amore” è italiano.

A proposito di amore, il tuo singolo “Little Heaven” non è molto distante da questa concezione di passione…
Questo è un singolo scritto con Maurizio Bernacchia e racchiude il mio fortissimo bisogno di fare musica. E’ una mia parte intima quella di essere impegnato musicalmente parlando. Con “Little Heaven” si indica proprio quella porzione di Paradiso che ci fa sentire bene e ci spinge a vivere, quale potrebbe essere l’amore per una persona o un sogno che si porta dentro.

Come mai la scelta è ricaduta sulla lingua inglese?  
Sono sempre andato alla ricerca di uno stile un po’ British, a volte “americaneggiante”. Sono molto legato alla lingua inglese, la trovo una delle forse migliori per poter esprimere a 360° la mia attività da artista.

A metà mese uscirà “Hi, Caro Icaro”. Quali sono le tematiche salienti che troveremo nell’album?
Si spazia molto, da brani più leggeri e scanzonati, fino a tematiche di impegno come quella della disoccupazione giovanile o del disagio generazionale in un tempo precario come questo.

E’ iniziata la fase 2 di questa pandemia. Se fossi tu a capo del governo, in che modo aiuteresti il mondo degli emergenti in campo artistico?

  • Regolamentare lo streaming delle grandi piattaforme online;
  • Cercherei di aiutare la produzione del supporto “fisico” della musica, importante, ma messo troppo in disparte ultimamente.

 

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