#QuestMusic Daniela Pobega: la musica che omaggia l’Italia

Daniela Pobega non poteva immaginare la forza e la potenza del suo messaggio qualche anno fa quando ebbe l’idea di reinterpretare in studio l’Inno di Mameli, la canzone rappresentativa dello Stato Italiano in tutto il mondo. Un omaggio all’Italia, in tempi non sospetti, che oggi più che mai assume un significato importante, nella perseveranza della lotta che tutti noi stiamo affrontando della pandemia globale di covid-19.

Daniela Pobega 1

 

Ciao Daniela! La tua è una bellissima storia di intercultura e musica. Quando hai inziato a fare musica?
Un saluto a tutti i nostri lettori! Ho iniziato suonando la chitarra quando ero alle scuole medie. Ai tempi non esistevano cellulari e social e ci si accompagnava nel dopo cena dei campi scuola cantando la canzoni del Canzoniere… qualcuno mi disse che cantavo bene, ma il mio grande amore era per la chitarra. Un paio di anni dopo una band locale mi invitò sul palco e, chitarra e voce, suonai e cantai di fronte ad un vero pubblico, per la prima volta, “What’s Up” dei 4NonBlondes ed in quel momento, lo ricordo perfettamente, ho capito che era quello che volevo fare! Nel tempo diciamo che ho prediletto la voce alla chitarra e mi sono concentrata su quella. Soltanto una decina di anni dopo la mia prima esibizione ho scoperto il teatro musicale e ho capito che potevo mettere la mia voce a servizio di un personaggio, per raccontare una storia. Ho fatto per moltissimi anni musical ma adesso sono ad un punto della mia vita in cui mi piacerebbe anche non per forza interpretare un personaggio ma interpretare me stessa attraverso le canzoni.

A livello musicale come hai mescolato le tue due culture?
In realtà, vivendo in Italia, devo ammettere che sono cresciuta ascoltando la musica trasmessa qui da noi. E forse un po’ di più quella americana. La musica brasiliana non la conosco molto e, anche se la bossa nova mi piace molto, la trovo molto elegante e sofisticata, prediligo cantare un genere con più estensione vocale. Tuttavia, qualcuno in passato mi ha detto che ha riscontrato un po’ di “saudade” nel mio canto e probabilmente sono quelle cose che hai dentro e che non sai di avere.

Cosa pensi degli impatti del covid nel mondo dello spettacolo e della musica?Purtroppo in Italia il teatro, e parlo del teatro musicale in particolare perché è quello che conosco di più, ha sempre funzionato meno che in altri Paesi. Ci sono sempre stati meno investimenti e meno tutela degli artisti. Quindi, se già prima era difficile che uno spettacolo funzionasse nel tempo come succede all’estero con i long-running musical e il discorso vale anche per la musica dal vivo in generale, immagino che ora il problema economico penalizzerà ulteriormente anche il settore dei lavoratori dello spettacolo. Da un lato c’è la speranza che le persone avranno ancora più voglia di andare a teatro o di godersi uno spettacolo in piazza, ma dall’altro non so se il pubblico avrà la possibilità di investire in qualcosa che non è considerato un bene primario. La situazione è molto complicata.

Dove possiamo ascoltare il tuo omaggio all’Italia e su quali social podismo continuare a seguirti?
Due anni fa ho caricato la mia interpretazione dell’Inno sul mio canale Youtube dove lo trovate immediatamente, mentre su Instagram bisogna un po’ scorrere i vecchi post. Però su Facebook l’ho fissato in alto nella pagina,sicuramente almeno fino al 25 aprile. Quindi vi aspetto, se avete voglia di andare un’occhiata!

Grazie a Isabel Zolli Promotion Agency.