#Music CARRESE “Io al centro della mia musica”

Roberta Carrese, in arte CARRESE,è una cantautrice italiana. Nasce a Venafro (Is) il 14 Luglio 1994 da genitori campani. Nel 2015 partecipa alla terza edizione di The Voice of Italy nel team di Piero Pelù, ottenendo il secondo posto in finale. A settembre 2018 incontra la produttrice Marta Venturini (Studionero) con la quale attualmente collabora per la produzione musicale dei suoi brani.

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Ciao Carrese! E’ un piacere averti qui con me oggi. Come inizia il tuo percorso con Marta Venturini?
Ciao a tutti, piacere mio specialmente in un periodo così strano! L’ho conosciuta nel 2018, un incontro fortunato e fondamentale. È un’ autrice e produttrice molto importante, ha dato una spinta speciale al mio progetto donandogli una struttura tecnica. Mi sono affidata alla sua etichetta”Rumore di zona”, ma umanamente parlando c’è un rapporto di stima reciproca molto forte.
Dopo il successo di Smart, oggi ci presenti Vetro. In cosa si differenziano questi due singoli?
Il progetto “Carrese” è la svolta alla mia carriera di vera cantautrice. Smart è stata scelta per partire, ha dato il via a tutto. Vetro, uscita il 13 marzo, è un po’ una sorta di metafora di tutto quello che stiamo vivendo. C’è una visione più introspettiva, una chiave meno “hit”. Vetro segna un punto di passaggio tra il primo singolo e quello che rilascerò prima dell’estate.

Se potessi citare 4 artisti per descrivere il tuo genere, quali sarebbero?
Coez, Calcutta,Niccolò Fabi, Franco 126.
Fino ad ora, quale artista secondo te rappresenta meglio l’Italia all’estero?
Coez credo sia quello da considerare un punto di riferimento. A livello di contenuti e progetti è da sempre stato lungimirante, creativo, fuori dal coro. Silvano mette al centro se stesso nel suo progetto. Perché credo mi rappresenti all’estero? Bene, basti pensare che è stato il primo italiano a debuttare su Spotify Singles! 
Questa pandemia quali cambiamenti, secondo te, porterà a livello musicale?
La situazione è critica per gli emergenti in quanto senza live sarà doppiamente difficile farsi conoscere. Ho paura che le persone inizino a credere che basti ascoltare musica dalle dirette, senza toccarne più la magia dello spettacolo dal vivo. Si può continuare a scrivere e produrre certo, non tutti ahimè hanno uno studio in cas, specialmente per chi sta muovendo ora i primi passi.
Sarebbe cosa buona pensare a qualche iniziativa per la musica emergente, sarebbe un bel messaggio.