Veronica Sorrentino Diario di un’ambiziosa sognatrice

Giovedì 12 Marzo 2020, a Pisa è un pomeriggio uggioso uno di quei giorni pesanti, che se non sei d’umore buono ti abbatte e ti rattrista, e io mi sento veramente triste.

Mentre fuori l’aria è fredda e grigia, vago per casa ancora in pigiama, i capelli tirati su da uno chignon improvvisato, fatto senza troppa cura, perché tanto non ha importanza come è venuto, non ha importanza il mio aspetto in questi giorni, perché il mondo ha rallentato la sua corsa per colpa di un Virus letale, un essere invisibile, che ha la forza di spaventare tutti, e ci tiene rinchiusi in casa. E noi ragazzi a scuola non ci andiamo più, si studia attraverso il pc. Dopo la lezione virtuale mattutina con il prof di fisica, ho messo subito a posto gli appunti e ho fatto un po’ di esercizi di matematica. La mattina è passata stranamente alla svelta, dopo la lezione di scuola, mi dedico a fare attività fisica, per quel che posso fare a casa. Ho sempre consumato ore di ginnastica e danza fino all’altra settimana, ora mi devo arrangiare così a livello casalingo, come penso stiano facendo tanti altri atleti e amanti dello sport. Mi manca tantissimo fare attività fisica, mi manca la mia danza, è stato cancellato tutto anche lo stage di due giorni, mi sento veramente persa in questa situazione e come tutti cerco di fare del mio meglio per non abbattermi troppo. C’è chi questa situazione la sta vivendo in modo ancora più tragico, quindi in un certo senso mi ritengo anche fortunata.

Più tardi ho aiutato mamma a preparare un risottino, con calma, tanto non siamo più di fretta come prima. Il tempo sembra essersi fermato, per quanto ci impegnamo a far finta che non sia vero, che tutto è un film e che da un momento all’altro finisca con un bellissimo lieto fine.

Dopo pranzo, mi sono rannicchiata sul divano con il mio plaid morbidoso, il fuoco del camino che ardeva caldo, e Nala accucciata ai miei piedi. Ho infilato le cuffiette e ha preso il via la mia playlist sul cell. Osservavo incantata le fiamme nel camino…guizzavano piene di vita, sembrava che danzassero anche loro sulle note di “Someone You loved” di Lewis Capaldi. La malinconia ha preso possesso delle mie emozioni, mille ricordi hanno cominciato ad affollarmi la mente, sono solo pochi giorni che ci hanno imposto giustamente la quarantena, ma a me sembra già un secolo. Le cose belle sono già un ricordo molto lontano, mi manca tanto anche la scuola, i miei compagni le lezioni, l’ansia dei compiti, delle interrogazioni. Si, devo ammetterlo, mi mancano queste cose e vorrei vivere solo quel tipo di ansia.

L’ ansia di quei giorni, l’ansia di una diciassettenne, di quando non avevo paura, di quando non pensavo che un virus potesse fermarci e metterci più così tanta preoccupazione. Sono solo pochi giorni che siamo a casa, e l’ultima volta che ho visto le mie care amiche è stato sabato scorso ma perché era il compleanno di Chiara.

Ci siamo trovate per festeggiare e per stare l’ultima volta insieme, sapevamo che di lì a poco non ci avrebbero più fatto uscire. Abbiamo passato una bella serata, come quelle allegre di sempre, come quelle di una volta. Alla fine ci siamo salutate, come se fosse stata l’ultima, con un infinta malinconia nel cuore, ci siamo lasciate con la promessa di videochiamarci e scriverci tutti i giorni.

Un inquietudine da quel momento si è impossessata di me, un grande vuoto si è fatto spazio, mi sono sentita sola, incredula e mi sembrava tutto surreale. La musica continuava a echeggiarmi nell’anima e la mente ha continuato a viaggiare. Mi ha trascinata all’8 Gennaio alla sfilata Pitti97.

Mi sembra sia passato un secolo da quel giorno eppure sono passate solo due mesi. Noell Maggini presentava la sua collezione NMHUMAN.

Poche settimane fa eravamo ancora tutti insieme, emozionati come sempre di questo bellissimo evento. A renderlo ancora più particolare ci sono stati anche i capi di Antonietta Tuccillo, meravigliose creazioni di abiti fatti rigorosamente a mano con l’uncinetto. Questa donna merita una nota particolare, perché Antonietta mi ha raccontato che nei suoi lavori sfoga la sua rabbia per il cancro di cui è affetta e lo combatte così. Dice che quando lavora e crea si sente libera e serena e più forte di fronte al suo mostro, e questo secondo me è una cosa decisamente ammirevole e commovente.

Gli accessori di Silvia Serra ci ornavano il capo e i capelli. Cappelli e cerchietti artigianali davano un tocco originale alla collezione, e poi ad ogni out-fit, c’erano abbinati i gioielli di Arti Orafe di Silvia Nesi. Seppure è passato poco tempo sembra un ricordo lontanissimo.

In questi due mesi sono cambiate tantissime cose, che mai, mai avrei pensato accadessero, perché sono cose che si vedevano solo nei film e oggi sono reali e le tocchiamo con mano.

Il covid19 ha messo in ginocchio il mondo e tutto si è fermato, e non è purtroppo un film.

Non sono mai stata una ragazza troppo ambiziosa, nel senso che non ho mai desiderato la luna, quindi sono sempre stata soddisfatta di ciò che ho, non ho molto, ma credo che non ho nemmeno poco, ho la mia famiglia che mi vuole bene e mi sostiene, ho due gatti vagabondi, ma in compenso ho un cane Amstaff femmina che è un rugano, ma tanto tanto coccolona. Voglio studiare per realizzare il mio futuro. Mi piacerebbe viaggiare e scoprire il mondo. Oggi rinnovo queste mie speranze, ma quello che desidero di più, ora come ora, è che tutto questo incubo finisca, che questo virus venga debellato e che nessuno muoia più. Vorrei tanto che finissero le guerre, l’astio fra le nazioni, vorrei la pace mondiale. E che la smettessero con la violenza sulle donne, tutti dobbiamo essere più altruisti e più rispettosi. Ecco dopo questa pandemia mi auguro che il mondo e la gente, guarisca da tutte queste cattiverie.

Quindi dico: “Restiamo a casa…andrà tutto bene”

Veronica ❤