#Cinema Mirko Alivernini genio rivoluzionario del cinema italiano

Poco prima di Natale ho avuto modo di ricevere un regalo anticipato, infiltrarmi negli studios di Cinecittà e conoscere lui: Mirko Alivernini. Un regista, un attore o quello che io amo definire un artista orgoglio romano. In compagnia di Alessandro Bastianelli, laureando in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza, ho avuto modo di approfondire il genio creativo di Alivernini e soprattutto il carattere rivoluzionario delle sue produzioni a livello di regia e montaggio.

mirko alivernini

 

“I reduci”: questo il titolo del nuovo progetto di Mirko Alivernini, che può essere definito un rappresentate italiano del filone cinematografico dell’action movie. Per chi si fosse perso “Nika – Vite da strada”, è giusto consigliare un approfondimento sul progetto, essendo il primo LUNGOMETRAGGIO in Italia ad essere girato INTERAMENTE con uno smartphone. Alivernini è un visionario, un creativo che ha messo al centro la sua voglia di sperimentare, consacrandosi come uno dei volti più interessanti del cinema italiano contemporaneo. 

 

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Per noi è un onore essere tuoi ospiti qui oggi! Come nasce l’idea di seguire un filone come quello dell’action movie, che apparentemente potrebbe essere considerato un concept americano?
Pensare che l’Italia negli anni 70/80 ne era la patria! Non chiedetemi perchè, ma oggi nel nostro bel paese, sembra che l’unico genere per far successo sia la commedia. Nulla togliere, ma io andavo alla ricerca di qualcosa di brillante.  L’action movie è sottovalutato e io, da grande ribelle, ho deciso di ridargli il giusto merito, far conoscere anche alla nuova generazione una tipologia che va oltre i soliti genitori “imposti”.

Passando a “Nika- Vite da Strada”, sei riuscito a portare in scena una tematica, anzi, più tematiche sociali da un punto di vista diverso.
Nika è una storia narrata molto bene, racconta di problemi ormai all’ordine del giorno, Mi piace parlare di verità, scavare nelle tematiche saliente della società e dargli una chiave diversa. Oggi ci sono sempre troppe vittime di femminicidio, è un orrore, ma io ho voluto far trasparire una donna che riesce a ribellarsi. Chi non sarebbe voluta essere Nika per 5 minuti? Ci sono anche donne che reagiscono in maniera diversa e si deve parlare di loro per poter aiutare anche tutte le altre.

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Il tuo lungometraggio non è solo coinvolgente, ma anche un gioiellino del cinema contemporaneo dal punti di vista della regia…
Il film è stato totalmente girato con un due smartphone Huawei P20 e P30, quest’ultimo è capace di registrare fino a 30 mt sott’acqua e per bene mezz’ora di seguito. Non è da tutti poter girare un film, per giunta un action, con l’ausilio dei nuovi mezzi. Certo, si abbattono i costi di produzione e le tempistiche, ma non è un gioco o un azzardare nuove tecniche. Mai si direbbe che la mia opera è stata registrata con uno smartphone, ci vuole pratica.

Hai usato supporti di montaggio particolari?
I classi che si usano per un supporto reflex. Il discorso luci è più particolare, lavorando solo con quelle naturali, che se anche più particolari da gestire, danno quel tocco di reale in più. Anche per la post-produzione sono stati utilizzati metodi classici, aggiungendo dei dettagli sperimentali.

Certamente un ottimo espediente, ma così non si rischia di perdere “la magia del cinema” o di inventarsi registi da un giorno all’altro?
Siamo un popolo che vive di ricordi, abbiamo paura del progresso. Quando è entrato in gioco il cinema digitale tutti avevano questa stessa paura. Abbiamo paura del progresso a volte, non c’è cosa più sbagliata. Il vero regista? E’ quello che non si ferma e sperimenta ogni giorno, quindi no, non ci si può svegliare una mattina e girare un film. Cambiano i mezzi, ma la qualità dello studio e l’esperienza per la riuscita ottima di un progetto no.

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Per quanto riguarda il tuo nuovo progetto “I reduci”, cosa puoi accennarci?
Incredibile, resterete con il fiato sospeso. Ricco di suspence, nato per essere presentato nei festival internazionali. Un cast talentuoso, sono fiero di quello che stiamo creando già in questi primi momenti di riprese.

Cosa ti senti di consigliare ai giovani che si vogliono affacciare al mondo cinematografico?
Sperimentate, confrontatevi, vivete ed assaporate ogni possibilità che avete davanti. Quelli che inizialmente vi sembreranno sforzi immani, saranno solo i primi per fare un passetto verso il vostro sogno. Documentati e non ponetevi mai limiti. Siate umili, ma combattivi quanto basta e per ultimo CREDETECI con tutti voi stessi.

 

Un grazie speciale a Miriam Bocchino.