#Music Sven Jørgensen presenta il nuovo EP

Sven Jørgensen, classe 1983, imbraccia la chitarra per la prima volta all’età di 17 anni e comincia subito a scrivere canzoni. Cinque anni più tardi inizia a suonare i primi accordi sul pianoforte. Fulminato dalla scena di Seattle, con alcuni amici forma i Mind Riot (2001-2005), trio grunge-rock del quale è cantante e chitarrista. Fulminato dal brit-pop e dall’alt-country con altri amici forma i Silent Street (2006-2010), formazione con sonorità vicine ad artisti come Ryan Adams, Wilco e Oasis. Finita anche questa esperienza, fulminato e basta, si da un nome scandinavo e si ripropone come atipico cantautore con una sola regola: abolire ogni sorta di stereotipo ed etichetta e fare semplicemente musica.” [https://www.svenjorgensen.it/]

 

photo.jpg

Ciao Sven! Cerchiamo un attimo di farti conoscere ai miei lettori, che tipo di musica suoni? Soprattutto quale messaggio vuoi trasmettere con tua musica?
Ciao Federica, intanto grazie per avermi come vostro ospite.
Suono un mix di brit pop e folk-rock, con qualche virata verso il grunge. Ingenerale potrei dire che il mio suono è riconducibile al rock degli anni ’90, in una versione moderna e rivisitata però.Per ora con il mio lavoro ho posto l’enfasi su certi meccanismi spietati della società in cui viviamo, parlando di inquinamento, alienazione, dipendenze e criminalità. Forse col prossimo disco cambiarò tematiche ma di sicuro ci sarà sempre un argomento attuale e profondo a fare da filo conduttore. 

Riguardo al tuo ultimo EP, quali sono i pro e i contro di produrre un progetto musicale di questi tempi? Cosa rende il tuo progetto accattivante?
Tra i pro ti dico sicuramente il fatto che la tecnologia e l’iperconnessione tra le persone di tutto il mondo ha reso più fluidi certi passaggi del lavoro di musicista per i quali anni fa sarebbero serviti mesi. Ora da casa davanti al proprio pc si può organizzare la propria promozione da soli, prendere spunti, trovare idee interessanti.
Nei contro metterei il fatto che nella discografia, di questi tempi, un lavoro invecchia subito dopo l’uscita e bisogna pensare a produrre subito materiale nuovo. Tutti vivono in un presente virtuale mutevole e velocissimo per cui un disco, a soli due mesi dalla sua uscita, è ormai sorpassato da mille altre novità. Credo fortemente nel mio progetto perché non ho nulla da perdere e faccio quello che mi pare in totale libertà, non mi pongo limiti di alcun tipo. Questo aspetto è ciò che secondo me lo rende accattivante almeno in questa fase iniziale della mia esistenza discografica.

Ultimamente siamo stati sommersi dai media sulla tragica vicenda di quanto successo ad Ancora all’evento di Sfera Ebbasta. Tu cosa ne pensi? 
Buttarsi nel marasma di opinioni non richieste su una faccenda così delicata di tali proporzioni è rischioso. C’è la possibilità di essere fraintesi ed è compromettente, ma siccome me lo chiedi ti dirò come la penso: un artista prima di tutto ha il dovere di rispettare i propri fan, questo significa anche arrivare in orario. Un locale ha il dovere invece di garantire la sicurezza dei suoi utenti. Questo significa non vendere il doppio dei biglietti rispetto alla capienza consentita dal locale. E’ stato un diabolico insieme di fattori e se solo uno di questi fosse venuto a mancare, probabilmente ora avremmo sei persone che sono ancora con le loro famiglie e tante chiacchiere in meno.  

Ti piacerebbe poter salire sul palco dell’Ariston? Sei si, con quali artisti vorresti competere? 
No, non mi piacerebbe [ride]. La musica che apprezzo ha altre radici ed altre coordinate geografiche. Portatemi su un minuscolo palco di un club del Sud degli Stati Uniti o in un pub inglese e sarò l’uomo più felice del mondo.

Ultima domanda, di rito soprattutto: quali sono i tuoi progetti futuri? Nel tuo futuro ci sarà ancora tanta musica? 
Nel mio futuro ci deve essere per forza tanta musica, è l’aria che respiro, senza di essa non potrei sopravvivere. Ora che si conclude il 2018 tirando due somme mi rendo conto che è stato un anno parecchio fruttuoso, ho concretizzato tante idee che per troppo tempo erano rimaste tali. Per il 2019 prevedo tante novità e la pubblicazione di un full lenght. E non vedo l’ora.