#Art Il genio di Campey

Con grande piacere oggi ho modo di ripresentarvi una mia conoscenza molto gradita: Ester, un’artista incredibile. E’ sempre un grande onore averla qui con noi.

 

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Ciao Ester che piacere ritrovarti! Come è iniziata questa carriera parallela da scrittrice?
Ben trovata carissima e grazie per questo invito. Per risponderti, a dire il vero da sempre ho scritto qualche mio pensiero in versi, di tanto in tanto, così spontaneamente, quasi come piccoli appunti. Anche nel mio diario da ragazzina (che credo tutti noi abbiamo avuto) scrivevo qualche breve pensiero. Quindi non posso datare un vero e proprio inizio, piuttosto anche questo è una parte di me. Quando qualche cosa mi colpisce o sento un’emozione, provo, talvolta, a fermarla attraverso lo scritto. Questo accadeva fin da giovanissima età e rammento che la mia insegnante di Italiano consigliava a mia mamma di farmi fare gli studi classici perché avevo una vera e propria propensione in tal senso.
Raccontaci un po’ de “Ho scritto i colori di Campey”…
Ho voluto titolare questa raccolta di poesie, rimandandola al mio nome d’arte: Campey. Forse i più mi conoscono per l’appunto per il mio essere pittrice. Attraverso la pittura da tempo ho instaurato una sorta di dialogo con chi mi segue e guarda i miei dipinti e chi poi li apprezza e li acquista. Sono nota per l’uso di un colore vigoroso, sono certamente una pittrice che non usa colori con tonalità tenui. Il nome d’arte stesso, che scelsi a suo tempo, ha in se una simbologia ed un augurio, infatti oltre ad avere un’assonanza con il mio cognome si rifà ad un brindisi orientale usato in Giappone (Kanpai) un po’ come il nostro cin-cin. In sintesi desidero “offrire” un augurio, se vuoi universale, attraverso l’arte. Come ti dicevo poc’anzi, fermare queste mie emozioni attraverso diversi piani di dialogo artistico e culturale, condividerle con gli altri, per me è quasi come una forte pulsione. Mi fa piacere se qualcuno poi avrà il desiderio e pazienza di guardare e leggermi. Ho dunque raccolto, in questa silloge, tracce di me, scritte nel tempo, con le emozioni e “colori” che invece che con il pennello ho desiderato tratteggiare con la penna. Da qui “Ho scritto i colori di Campey”.
Quando hai sentito il bisogno di esprimerti anche attraverso la scrittura?
Ad un certo punto, così come per la pittura, ho compreso che, anche se in modo semplice, senza pretese e senza volermi auto-dichiarare poetessa che mi sembra troppo “roboante”, avevo la capacità di trasferire qualche emozione agli altri. I miei scritti in genere non sono sfarzosi ma piuttosto accessibili, ma mai “disadorni”. Non seguono sempre perfettamente le regole delle metriche e probabilmente le rime sono anche talvolta troppo semplici, ma genuine. Ho testato attraverso i social il gradimento di quanto scrivevo e vedevo che le persone comprendevano esattamente il mio “stato d’animo” in modo profondo, quindi l’emozione arrivava. Questo mi ha incoraggiato a perseguire e procedere in questo percorso, fino a giungere alla pubblicazione della silloge.
A chi è dedicato questo primo libro?
A mia mamma. Infatti la prima poesia e l’apertura di questa raccolta avviene proprio con un brano a lei dedicato. Ho voluto fare questo, oltre per l’amore che mi lega a mia dolce mamma anche per dare un piccolo messaggio. Ci si scorda che ciò che noi siamo passa attraverso il nostra impegno certamente, ma anche e soprattutto spesso attraverso il sacrificio dei nostri genitori che ci hanno nel tempo incoraggiato, cresciuto, insegnato. Noi siamo in parte il risultato di ciò che i nostri genitori ci hanno trasmesso e che poi noi stessi abbiamo elaborato attraverso le nostre scelte ed azioni. Ho un fortissimo legame con mia mamma anche se viviamo lontane. Non potevo non dedicarle alcune mie “parole”, anzi mi sembrano troppo poche. La prima volta che le lessi questa poesia, per telefono, fu commovente entrambe non riuscivamo più a parare per le lacrime che strozzavano la nostra voce. E’ come se l’avessi abbracciata forte forte e dondolandola le avessi detto con tutto il cuore quanto le voglio bene. Ci scordiamo troppe volte di dire queste poche parole alle persone davvero sono importanti per noi.

 

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Hai in cantiere un’altra opera, magari con il tempo…
Si in effetti ce l’ho, ma per carattere non mi piace parlare a “vanvera” preferisco agire e dunque quando sarò un po’ più pronta svelerò questo ed altri ulteriori progetti che mi vedono impegnata come scrittrice. Ti anticipo solo che uno di questi progetti riguarda i bimbi.

Da cosa ti sei lasciata ispirare?
Come ti dicevo prima l’ispirazione la trovo in modo spontaneo attingendo dalle emozioni che in qualche modo ho provato, così come appunto faccio anche per i miei dipinti.

Dove possiamo acquistare il libro? Soprattutto, ci saranno degli eventi dove poterti incontrare?
Per il momento l’ho pubblicato su Amazon nel solo formato on line, ma non escludo nel tempo di poterne realizzare anche un copia cartacea.