#Music Il ritorno dei Twenty Four Hours

Il sesto lavoro ufficiale dei Twenty Four Hours, storica band psycho-progressive italiana, è un doppio disco ispirato volutamente, nella forma e nella sostanza, ai quattro album bianchi più importanti della storia del rock:

– Closer dei Joy Division
– The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis
– The Beatles (White Album)
– The Wall(s) dei Pink Floyd

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Benvenuti su One&Only! Come potremo descrivere del tutto il vostro genere?
Ciao Fede! Non è un genere semplice da incontrare in altre band. I nostri ascolti ci influenzano molto, ascoltiamo tutti i generi musicali e questo spaziare si sente molto nei nostri pezzi. Potremo dire che il nostro è un rock da contaminazione d’avanguardia!
Cosa differenzia questo lavoro da quelli precedenti?
Per prima cosa è un’un album doppio e contiene davvero tanti singoli ognuno diverso dall’altro. In questo lavoro possiamo dire che c’è davvero di tutto, dalle influenze del tutto punk a quelle del tutto rock. E’ una sorta di sintesi di tutto quello che siamo stati fino ad oggi.

Se non sbaglio c’è una collaborazione sorprendente!
Eh gia! La collaborazione con i Tuxedomoon è stata incredibile. I polistrumentisti Blaine Reininger e Steven Brown hanno collaborato attivamente in due brani dell’album. Sono davvero delle belle soddisfazioni.

 

jrhmm3vg-jpegInvece, del singolo “Adrian” cosa potete raccontarci? So che c’è una bella storia sotto…

Adrian è il brano apripista del lavoro ed in collaborazione con la splendida Elena Aletheia, una voce divina. Adrian è stato dedicato alla memoria di Adrian Borland, cantante dei “Sound”.

Invece che progetti avete per il futuro? 

Vorremo fare una raccolta di tutti i dischi entro il prossimo anno e registrare anche dei live! Per ora vogliamo lavorare molto sulla promozione di questo doppio album però.
Domanda di chiusura: Date un consiglio alle band di oggi!
Appassionatevi alla musica, fate della vostra passione la vostra vita senza vederci subito uno scopo di lucro. A volte il desiderio del dio denaro potrebbe toglierci di mano la parte più bella del nostro progetto musicale, farci perdere l’obiettivo di partenza. Alla base di una solida band c’è la voglia di fare, amate e ricordate sempre perchè avete iniziato.