Cuore vulcanico

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Oggi con noi un cuore puro ed energico come il territorio nel quale è nato e cresciuto, al quale lui è legato e che racconta nelle sue canzoni, dove l’amore nei confronti della sua terra si percepisce in ogni singola nota!

 

D: Come nasce la tua passione per la musica?
R: Non ti so dire un momento preciso, ma ricordo che da ragazzino era affascinato ai film anni 80 dove si vedevano i ragazzi del ghetto, che facevano rap intorno al fuoco per riscaldarsi, questo è il primo ricordo che mi lega alla musica hip-hop. Successivamente c’è stato lo studio, di cui c’è sempre bisogno

D: I tuoi testi trattano di tematiche sociali e attuali molto importanti. Quanto pensi sia necessario trasmettere al pubblico un messaggio dal forte impatto?
R: Il rap nasce per mandare un messaggio, scrivendola la cosa ha più peso, quindi secondo me sono delle scelte; io non potrei mai scrivere di donne o droga, e non tratterei una donna come oggetto in un video. Il rap penso sia nato diversamente, e bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si scrive rivolgendosi al pubblico, soprattutto se giovane. Anche quando faccio dei testi più leggeri si trova un messaggio che voglia lasciare qualcosa, perché ci tengo che il mio pubblico possa riflettere su quello che dico, anche se non sia in accordo con il mio pensiero.

D: Il tuo contributo alla città non è solo evidente nella musica, ma hai aiutato la tua città in un momento difficile lo scorso anno. Cosa ricordi di quei giorni e quanto un’esperienza forte come quella che hai vissuto ti ha cambiato?
R: Io faccio queste cose senza pensarci, è un istinto interiore che mi guida e mi conduce a queste azioni. Ad esempio per quello che è accaduto al Vesuvio, solo dopo mi sono reso conto, a distanza di un anno, quando mi è stata conferita la cittadinanza onoraria. Il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, ha raccontato in quell’occasione delle cose che avevo anche rimosso. A sangue freddo posso dirti che ho rischiato tanto senza rendermene conto, anche se c’erano altri volontari e i pompieri ai quali va un grande riconoscimento perché possono definirsi degli eroi, ci hanno aiutato in una situazione veramente tragica. E’ stata un’esperienza molto tosta.

D: Cosa ci dici invece riguardo il tuo ultimo singolo
R: “Brigante pe’ ammore” è stato scelto per il Festival di Napoli che si terrà il 26 e il 27 settembre al Maschio Angioino, Gianni Mantice si è occupato di curare la musica. L’album omonimo sarà un concept ep sul brigantaggio meridionale e “questione meridionale”, nonostante io non sia un nostalgico, ci tengo a fare chiarezza su questo argomento e su ciò che è stato fatto al sud, e ci tengo a difendere la mia terra. Con vari libri la gente si è potuta fare un’idea la gente, ma i briganti sono coloro che difendono la terra da soprusi, da donne violentate. Ho deciso di farne un concept ep proprio perché è un argomento che sento a me molto vicino. I miei riferimenti riguardo queste tematiche sono Eugenio Bennato e Mimmo Cavallo, per la scrittura invece Antonio Ciano presente anche nel video di Brigante Pe’ Ammore e Pino Aprile scrittore di “Terroni” ed altri libri sul meridionalismo

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?
R: Sta per uscire l’ep, poi ci saranno sicuramente molti live. C’è inoltre un progetto in italiano con le musiche di dj Uma ed un altro dove sono il producer delle musiche per un rapper nolano conosciuto come Millelire.

13321703_1231796696831372_1780537273554480261_nManuela Ratti nasce il 1 settembre a Bari nel 1994. E’ appassionata di scrittura e musica, e le piace trasportare queste emozionali trasformandole in qualcosa di condivisibile, sperando di poter donare un emozione o una bella sensazione a chi la legge