#EDITORIALS LUIGI ANDREA CIMINI SI RACCONTA

Ho conosciuto Luigi per caso, uno di quei segni del destino che arrivano all’improvviso che inizialmente nemmeno sai perché ti capita davanti. Uno scrittore, un poeta, un artista, Luigi lo abbiamo conosciuto per essere stato autore di testi e per il romanzo “Negli Occhi Del Mare”, una delle tante opere che ha scritto e che lo ha fatto consacrare al mondo della scrittura. Ma chi è l’autore di uno dei romanzi più interessanti degli ultimi anni? Chi è Luigi quando non non si immerge nella sua natura artistica?
Queste mese ho voluto dedicargli del tempo, quello giusto, quello che solo uno scrittore come lui saprebbe riempire. Lascio la parola a lui, buona lettura non ve ne pentirete!

 

 

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Ciao Luigi e benvenuto. Questo editoriale è molto particolare, andremo a fondo nella tua vita. Una delle prime domande che mi sorge spontanea è: hai ricordi di quando eri più piccoli che ti riportano a pensare che la scrittura è sempre stata in te?
Grazie del benvenuto , mi fa sempre piacere raccontarmi a voi e questa credo sia la maniera giusta per andare più a fondo nel mio vissuto. I miei ricordi più vicini al mondo della scrittura risalgono alla mia formazione , poichè fu mio papà ad ispirarmi e ad essere curioso , raccontandomi ogni cosa io vedessi e facendomi appassionare al mondo delle belle arti e dell’umanistica . Tanto che, già a 8 anni ero un fervente appassionato di Leonardo Da Vinci e da li iniziai il mio percorso di scrittura. In principio, leggendo e ricopiando dei testi , magari cambiandone alcuni concetti. Poi, inizia a raccontarli ad alta voce anche ai miei , da questo avvenimento ebbi la mia consacrazione come oratore. Credo che ogni singolo racconto , ogni visita ad un museo o una qualsiasi città d’arte, abbia rappresentato per me un momento di formazione intellettuale. Come “una spugna” assorbivo , per poi arrivare in età adolescenziale a farmi una mia visione delle cose e rielaborare tanti dei concetti appresi. Sicuramente molto del mio “patrimonio personale “ risiede negli anni dell’apprendimento .

Quanto ha influito la tua famiglia nella tua carriera? Cosa sognavano per te?
La mia famiglia come già detto ha influito molto nella mia formazione giovanile . Posso dire innanzitutto di aver avuto un’educazione “vecchio stampo” e non smetterò mai di ringraziare per questo mio padre , mia madre e anche i miei nonni. Proprio una menzione va ai miei nonni dato che io trascorrevo molto tempo con loro, vivendo loro nella stessa casa. Ricordo bene i racconti di mia nonna e di mio nonno, racconti di vita vera , vissuta durante il periodo della guerra , le difficoltà che hanno incontrato , ma anche i fatti storici, diversi da quelli dei libri su cui poi ho studiato. Ho potuto farmi un’idea non convenzionale della storia paragonandola a quella tramandata . Quindi, se da una parte ho avuto l’ausilio dei miei genitori nel trasferirmi nozioni ed entusiasmo portandomi in giro nei luoghi che fanno parte del nostro patrimonio artistico-culturale, dall’altra ho potuto assaggiare il gusto della storia raccontata da chi l’ha vissuta . Questa miscela ha contribuito insieme alla passione per lo studio ha creare il mio “ sapere“ letterario. Credo che la mia famiglia non abbia mai sognato altro che vedermi entusiasta e felice nel fare quello che oggi,con amore e dedizione, credo di compiere nel modo migliore. Ci vuole umiltà , sacrificio e determinazione, ma penso che questi ingredienti  ho saputo “impastarli” per bene .

C’è stato un momento quando eri adolescente che hai immaginato un futuro diverso?
Effettivamente quando ero adolescente ho avuto dei momenti in cui la passione per lo sport mi ha fatto deviare per la mia strada . Essendo stato sempre uno sportivo, come lo sono tutt’ora grazie a Dio ,ricordo che ebbi la presunzione di voler fare il calciatore. Una scelta azzardata anche perché , giocavo più per passione che per l’idea che si potesse guadagnare giocando . Poi ci fu un momento in cui la mia passione era per il viaggio! Si, girare il mondo conoscere tante culture , luoghi incantati anche fantastici, ma quello lo facevo anche con la mia creatività. Direi che questo aspetto lo miscelo bene nella mia attività, perché oggi lo scrittore è un viaggiatore non solo nella fantasia, ma anche concretamente. E’ importante vivere i luoghi per cui scrivi .

Com’è stato il primo amore? Come ti senti di descriverlo?
Ricordarlo risulta difficile! Sapete l’amore in età giovanile è uno sfarfallio continuo , non è un sentimento vero e proprio , ma più un impulso costante in continua crescita che ti porta a fare tutte quelle cose che pensavi essere proibite . Ricordo molto bene il suo viso, e l’imbarazzo nel darsi un bacio: ci  misi ore prima di farlo , ero molto timido da ragazzo!! Dopo che ci baciammo fu un roteare di emozioni , sai quella sensazione quando sei sulla sabbia del mare che brucia ma te avevi i piedi immersi nel ghiaccio e allora trovi quasi un “godimento” immergerli nel bollore creato dal sole a contatto con la sabbia? Ecco, quella sensazione racconta in modo dettagliato il momento preciso dell’after kiss. Era un tenersi per mano , un po’ per gioco , un po’ perché lo avevi visto fare “ai grandi” e si sa, copiare gli adulti era il “gioco” più bello per un ragazzo adolescente . Direi di essere stato fortunato, ho vissuto quei momenti con molta armonia ecco perché il seguito è diventato un travaglio senza fine…
Se potessi tornare a 18 anni cosa faresti in più? Cosa non faresti?
Sono molto sincero: non fare nient’altro di quello che ho fatto , anzi vorrei tornare indietro per ripeterlo quello sicuramente , e non toccherei nulla. Prenderei la macchina del tempo , ritornerei in certi momenti esatti e da spettatore me li vedrei seduto in poltrona! La vita in fondo è un grande spettacolo, il più bello perché fatto da noi , con tutto quello che abbiamo nel bene e nel male , quindi sarebbe deleterio cambiare il copione dopo che è andato in scena. Anche gli errori, se così possiamo chiamarli certo, perchè io preferisco chiamarli esperienze, non li toccherei! Mutando qualcosa, cambierei anche io e invece voglio restare quello che oggi sono , apprezzato, disprezzato, criticato, osannato e anche forse trascurato, ma essere così mi fa sentire vivo!

35777176_1718293988262011_3470219092814725120_o.jpgQual è stato il momento più bello della tua vita?
Dovrei citarne almeno due , ma è giusto mettere una classifica personale no?  Beh, non dobbiamo andare molto indietro, come ho detto prima ho sempre amato i momenti che mi hanno fatto sentire vivo. Sicuramente l’ultima esperienza nel “Cammino del nord di Santiago” penso sia stato un momento che voglio ritenere non solo bello , ma il momento culminante di un percorso, forse anche una frattura ,ma sicuramente è stato un momento che ha esasperato in positivo una parte di me interiore ed esteriore. E’ stato un momento di coppia , di condivisione,di solitudine, di fatica, di osservazione dentro e fuori , di pianti , gioie , dolori , nervi tesi, eccitazione , stupore , vita piena . Ha condensato in quel frangente tutto ciò che portavo dentro. Ho fatto dono alla persona che avevo accanto in quel momento , persona che pensavo fosse la mia compagna di vita e che quello aveva dimostrato. Il risultato è stato straordinario, mi sono sentito rinvigorito e nella completa pace, soprattutto dopo aver terminato quella esperienza che mi porterò dentro per tutta la vita .

 Come hai conosciuto Andrea Candolfo? Cosa ti ha spinto a credere in lui?
Io e Andrea ci siamo conosciuti grazie ad un amico comune per caso , ci siamo trovati nello stesso luogo , in un giorno di fine primavera . Non sapeva di avere questa amicizia in comune , un amicizia di musica per giunta quindi già li c’erano in essere i germi di quello ce sarebbe poi stato il prossimo futuro. Ricordo che fu subito forte il legame perché oltre a scambiarci subito i contatti entrammo in sintonia parlando delle nostre rispettive passioni e attività . Io ovviamente sono molto più grande rispetto ad Andrea , ma questa cosa non ha influito nei nostri rapporti e anche oggi questo non risulta essere un vincolo , forse anche per il modo di fare giovanile e il mio aspetto poco ortodosso nel presentarmi J. Ho visto subito in lui un talento e credetemi quando dico talento, non per la voce che come dico sempre a lui non ha nulla di speciale come timbro, ma per l’impostazione , la cura del particolare , il modo di sentire la musica e le parole di un testo . Poi condividiamo la stessa metodologia di lavoro e le stesse idee sui testi, ecco perché curiamo sempre il lavoro nel particolare . Oggi la nostra è un’amicizia forte e una collaborazione consolidata . Siamo usciti con un lavoro “maturo” – NON RACCONTO L’AMORE- abbiamo in cantiere di già un nuovo progetto , ma questa è un’altra storia.

Da dove è nata l’ispirazione di scrivere “Negli occhi del Mare”?
Ricordo che ero a cena con una mia amica salentina ed ero a caccia di nuove idee per scrivere il mio nuovo libro che doveva essere un romanzo . Lei mi raccontò la storia della nonna e di questo amore vissuto tra fughe e gesti di altri tempi ambientato proprio li a Porto Cesareo nel salento . La decisione fu quella di partire vivere il luogo e documentarmi . Certo dovevo far viaggiare la mia creatività , per traslare tutto ai giorni nostri , ero convinto di fare qualcosa di attuale , ma che rompesse lo schema tipico del romanzo d’amore . Volevo trattare tanti temi , anche impegnati , perché il romanzetto per adolescenti non è nei miei canoni . Quindi cercai notizie , nomi e conobbi gente , visitai luoghi e il risultato fu una miscela di idee , quindi sintetizzai tutto trasferendo solo quello che ritenevo più vicino alla mia idea di romanzo . Quando porta all’editore il mio lavoro fu esaltato a tal punto da consigliarmi un sequel ed ecco perché oggi sto scrivendo la seconda parte con molto molto entusiasmo .

16114946_1216090515149030_5223547917884083462_n.jpgQuanto ha influito l’amore nella tua vita?
La domanda più importante di tutta l’intervista sta proprio nel mezzo. L’amore è la mia condanna , la mia maledizione. Io da sempre scrivo e parlo dell’amore in tutte le sue sfaccettature, ne esalto il valore estetico , la sua completezza , il legame di forza che genera , addirittura lo considero forza generatrice dell’essere umano. Io ne sono la vittima prescelta,non riesco a trovare l’equilibrio. Sono una persona che reputa di amare tanto e saper amare ,ma ricevo costantemente pugnalate contro. Non è un atto di vittimismo , Dio me ne scampi e liberi, ma solo uno sfogo letterario per farvi comprendere quando il mio animo sia tormentato e diviso. Certi avvenimenti mi hanno sicuramente cambiato molto come ho ribadito prima l’amore a 20 anni è una cosa a 40 è ben altro . A 40 anni è condivisione, costruzione , scambio reciproco di idee e speranze che possiamo sintetizzare in sentimenti . Ci vuole anche dialogo tanto dialogo , quello che oggi manca totalmente , le persone sono chiuse dentro se stesse , prendono decisioni e fanno fatica ad ammetterle prima a se stesse poi figuriamoci alla persona che hanno accanto. L’amore reputo sia un sentimento maturo, io ho sempre cercato di “donarne “ con consapevolezza che in parte mi fosse restituito anche in minima percentuale, ma c’è bisogno di maturità tanta di questa fottuta maturità . Mi ritrovo oggi a combattere contro questo demone che mi guarda in faccia e mi sorride per attrarmi a se e poi da buon diavolo catturarmi l’anima e lasciarmi poi cadere a terra svuotato di tutto . Faccio fatica oggi è vero , l’amore per me è un punto di domanda grosso , ma non voglio perdere la speranza e la consapevolezza di credere che il bene , la bontà e la maturità vincono sempre nelle vita. Con ancora più voce e con ancora più forza parlerò e scriverò sempre di questo bellissimo sentimento , forza universale del genere umano.

Come descriveresti il modo di dire “mi ha spezzato il cuore”?
Quando qualcuno ti spezza il cuore si porta via una parte di te ed è quello che è successo a me e trovo il coraggio la prima volta in assoluto di parlarne a voi. Sarò vago, ma voglio darvi l’idea di cosa significhi “spezzare il cuore “. E’ arduo pensare solamente a questa locuzione, perché ancora oggi ne porto i segni. Il cuore si spezza quando ti manca qualcosa o quando meglio qualcuno, ha esercitato su di te una “pressione” tale da lasciarti così sconvolto che dentro di te ti senti frantumato. Io, però, insisto sul fatto che il cuore si spezza quando una parte di te viene portata via, questo perché hai talmente dato e ti sei dato totalmente  da restare traumatizzato e attonito dinnanzi ad una perdita. Sembra quasi un abbandono , la reazione si tramuta in sconforto iniziale , poi rabbia e dopo almeno nel mio caso malinconia . Le parole più belle che io abbia scritto , sono state concepite proprio in questi momenti di sconforto generale. Mi piacerebbe anzi no , vorrei che ogni tanto nella vita chi spezza il cuore si prendesse l’onere di ricostruirlo , invece accade che o resta spezzato e ti abitui a vivere con un cuore a metà. Sta a te ricompattarlo con un intervento che step-by –step, riportarlo non allo stato primordiale, ma ad un nuovo cuore anche se pur sempre lacerato , perché le ferite sono visibile e resteranno sempre. Quella parte se la tiene chi ti ha spezzato , tu ti ricostruisci una nuova idea di te che il tempo renderà visibile e valuterà.

Come sei arrivato a PlayTrip? Perchè hai deciso di imbatterti in questa avventura?
Diciamo che non ci sono arrivato , mi hanno cercato! White Peaks la società che si è occupata di sviluppare la piattaforma e che oggi è il cervello operativo che segue le attività in back ground di play – trip. Ricordo ci fu un primo incontro in cui ci siamo conosciuti e piaciuti subito. Loro cercavano proprio un Ambassador che promuovesse e allo stesso tempo collaborasse nella stesura di storie. Sai quando hai subito una folgorazione , il famoso colpo di fulmine ? Ecco cosi fu per noi . Anche se non sembra dietro c’è una strategia e una macchina costruita ad hoc. Io sono supportato da un team di professionisti , abbiamo un confronto settimanale sicuro sulle attività e iniziative che man mano vengono intraprese. Play-trip oggi è una novità a livello mondiale che sta raccogliendo grandi consensi e che sta crescendo giorno dopo giorno. Le attività si stanno moltiplicando e nel breve periodo credo lanceremo anche delle attività formative che sarò io stesso a curare. Ormai mi piace dire che non è un’avventura ma una storia che prosegue e che fa parte del nostro mood board.

 

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E se ti dicessi: nuoto, sport,passione per le moto?
Se mi dici queste cose , non fai altro che parlare della mia vita di tutti i giorni. Il nuoto ormai è la mia passione da più di 10 anni , svolgo l’attività quotidianamente , poiché sono iscritto in una squadra master ( RARI NANTES SARONNO ). Per me il cloro è vita non potrei fare una settimana senza sentirne l’odore. Il fatto di gareggiare e allenarti costantemente mi è servito come stile di vita, lottare per i centesimi per portare a termine una gara, allenarsi tanto, soffrire anche, riportato nella vita ti aiuta a superar meglio le difficoltà , dico a tutti di cimentarsi serve moltissimo . Ovviamente pratico palestra spesso, perché il muscolo va aiutato anche fuori dall’acqua e poi anche perché alla mia veneranda età di 43 anni essere presentabile è importante visto che spesso sono a contatto con il pubblico  e ci tengo al mio benessere. La moto? Beh, una cosa che ho sempre avuto sin da piccolo è libertà e la voglia di sentirsi spregiudicati anche un po’ rock se mi fate passare il termine e nel mio animo queste caratteristiche oggi ci sono tutte . Mi sento ancora oggi come un ragazzino che si mette in sella e macina km solo per il gusto di esplorare. Per me osservare paesaggi in moto è come esplorarsi dentro e fuori , quando sono sulla moto per me è un mix di adrenalina e beatitudine non so se rende l’idea! E’ una grande fonte d’ispirazione per me viaggiare in moto e non vorrei mai privarmene .

Nella tua valigia non può mancare…
Un taccuino dove scrivere, la mia chitarra, la musica soprattutto tutta quella che riesco ad inserire e tutti i miei ricordi quelli belli e anche quelli brutti perché servono sempre assolutamente per costruire il futuro. Ah, chiaramente costume cuffia e occhialini e dimenticavo il mio cappello verde militare non mi piace separarmi da lui!

Non puoi fare a meno di….
Non posso fare a meno dell’amore , proprio perché è la mia condanna e la mia maledizione! Ne ho un bisogno immenso e lo cerco in ogni sua forma in tutte le cose. Mi aiuta a scrivere , a viaggiare fisicamente e con la testa , nello sport ,insomma una presenza – assenza sostenibile . L’amore verso se stessi in primo luogo è quello che ci fa andare avanti ,quindi è innegabile che io non possa farne a meno.

Se dovessi scegliere un piatto italiano per descrivere l’amore, quale sarebbe?
Sceglierei sicuramente la fragola perché mi ricorda l’amore, perché la mente è la prima parte che testa un piatto e dopo arriva il palato . Potrei citarne moltissimi, ma questo non avendolo mai assaggiato prima di un anno e mezzo fa mi ha lasciato completamente soggiogato. Forse lo incontreremo nel sequel del mio libro!

28827890_1606572276100850_7776904354407069749_o.jpgCome ti vedi tra 10 anni? Immagini una famiglia? Cosa non dovrà assolutamente mancare?
Ad oggi non mi piace molto vedermi tra 10 anni perché mi spaventa non quello che sarà , ma quello che potrebbe non essere . Non è pessimismo , mi sono imposto di vivere alla giornata pensando a quello che c’è adesso e non al poi. La vita non è più come quando ero ragazzino oggi mi scontro con una dura realtà, avevo immaginato già da molto tempo e sicuramente una famiglia era il punto non di arrivo ma di partenza. I piani si rivedono in base agli avvenimenti che accadono e quelli non puoi governarli ,ci sono molte direzioni che non sempre combaciano con le strade che percorri , oggi mi piace farmi trascinare dagli eventi con il libero arbitrio che ottempero a dovere , ma con quel pizzico di fatalità in più che prima non avevo . Una persona mi disse un giorno: “Il caso non esiste c’é sempre una ragione!” Verissimo, ma quando scegli la ragione che ti ha spinto a quella casualità programmata si frantuma. Nel mio futuro spero non manchi la mia voglia di esprimermi , di fantasticare , di continuare a creare qualcosa di nuovo , per me e per tutti quelli che mi seguono. Il dono più grande che io possa ricevere e l’apprezzamento del mio lavoro .

Il detto che ti accompagna sempre è….
E’ da sempre una mia frase : “ E’una questione di traiettorie e poi ? Si vince!” Il significato e l’interpretazione la lascio a ciascuno di voi , fatela vostra se volete. Per me consta ne sapersi adeguare alla situazioni e trovare la giusta “ traiettoria “ per arrivare all’obbiettivo e sempre a quello che conta: scegliere bene prima la direzione , non sbagliare traiettoria e puntare alla vittoria , cioè l’obiettivo.

Mi auguro di….
Mi auguro di “prendersi per poi perdersi , riprendersi per poi tenersi , tenersi per poi stringersi , stringersi per non lasciarsi” . Mi auguro di vedere tutto con lo sguardo di un bambino innocente, di saper cogliere il bello li dove c’è il brutto e di perdermi negli occhi altrui perché vuol dire che affogo piacevolmente in un mare che ho sposato per la vita. Mi auguro di amare sempre e di continuare a riportare tutto quello che provo e sento per voi nei miei progetti.

 

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