#GAYPRIDEDAY “GAYLY PLANET”: LUIGI E DANIELE ALLA SCOPERTA DEL MONDO

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Una storia bella, un’idea bella, delle persone belle, un blog bello, il bello della vita, il bello del viaggio, la bella libertà, i principi belli, gli amori belli, la bellezza dell’amore libero. Non posso fare a meno di pensare alla parola “bello” se penso alla chiacchierata che ho fatto con Luigi.

“Siamo Daniele e Luigi.
Viaggiamo in giro per il mondo e lo facciamo per un’unica ragione: ci fa stare bene.
Non partiamo mai per un viaggio senza avere almeno 3 biglietti in tasca. Raccontiamo quello che vediamo e che ci piace di più.
Gayly Planet è il nostro blog di viaggi gay per la comunità LGBT+ italiana.
Ci siamo conosciuti nel 2012, ed eravamo colleghi di lavoro. Prima di decidere di vivere la nostra vita insieme abbiamo iniziato a viaggiare in giro per l’Europa e poi in Asia. Da allora ci teniamo per mano e andiamo insieme a scoprire il mondo. Il nostro primo viaggio è stato a Barcellona e l’ultimo biglietto acquistato è stato per Dalian (Cina).

 

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Queste sono le parole di presentazione sul loro blog https://wearegaylyplanet.com/
che per puro caso ho trovato su Internet e che da subito mi ha incuriosita. Per questo mi sono messa in contatto con Luigi, marito di Daniele, l’altro fondatore del blog.
E’ stato emozionante potermi confrontare con lui, soprattutto perchè c’erano dei punti che ho sempre visto con “lo sguardo storto” , come la parola gay-friendly o gay street. Non so perchè, ma credevo fossero delle etichette contro gli omosessuali, parole coniate dalla società per “ghettizzare”. Cari ragazzi, la scoperta più bella è stata quando ho capito che il blog è una finestra aperta sul mondo anche per chi non cerca un viaggio gay-friendly, ma vorrebbe solo sostenere e capire qualcosa di più su un mondo che la società vuole imporci come qualcosa di scorretto.

 

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Ciao Luigi, grazie per aver accettato il mio invito in occasione di questo evento così importate per la mia città.
Ciao Fede, ciao a tutti! Con grande piacere posso dire che il Pride oggi come oggi è una manifestazione frequentata da chiunque, a partire dagli omosessuali, passando per le famiglie, fino a migliaia di giovani. Un evento dove può essere libero di essere ciò che senti.

Tu e tuo marito avete fondato questo favoloso blog, che ho amato leggere. Tra i tanti articoli ho letto quello sugli alloggi “gay-friendly”, io ho sempre pensato che questa fosse una brutta parola…
Assolutamente no Fede, è una parola a nostro vantaggio, per il momento è necessaria. Sono spazi sicuri, nel senso che se chiedo un letto matrimoniale con mio marito Daniele ho la certezza di non essere giudicato da un eventuale receptionist e di non avere due letti singoli in stanza [ride]. Sono alberghi o alloggi che aiutano le persone a sentirsi a proprio agio, come la gay street.

Vorrei parlare un po’ di te e Daniele. Vi conoscete da tanti anni, soprattutto vi siete sposati!
Si, è stato molto bello anche perché ci siamo sposati in ITALIA. All’inizio volevamo sposarci in Norvegia, ma abbiamo voluto aspettare di poterlo fare in Italia.

 

download (1).jpgE poi avete fondato questo blog favoloso, come mai?
Il blog nasce dalla voglia mia e di Daniele di condividere le nostre esperienze ed essere un punto di riferimento. Amiamo viaggiare e abbiamo viaggiato davvero tanto, perchè non condividere con gli altri le bellissime emozioni provate e magari metterli in guardia su situazioni sgradevoli. 

Ma tu te lo ricordi come ti sei sentito quando hanno approvato le unioni civili?
Si, ero commosso! Io e mio marito siamo attivisti, quindi lo abbiamo vissuto con grande gioia non solo perché finalmente potevamo coronare il nostro amore nella nostra patria.

E il tuo coming out?
Il mio coming out non è stato semplice, c’è voluto molto coraggio. E’ più difficile nei piccoli centri certo, ma oggi è molto meglio rispetto a quando l’ho fatto io. Già il fatto che nel 1991 è stata depennata dalle malattie mentali è un grande passo. La prima cosa da fare è combattere il pregiudizio contro te stesso.

Se avessi l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con il ministro Fontana…
Probabilmente non parlerei, sono persone che non vogliono avere confronto e vorrebbero solo provocare. Forse lo abbraccerei fortissimo per fargli capire che mi fa tenerezza, non ha argomenti e per parlare troppo con lo scopo di provocare, si è dimenticato che un ministro è tale per il bene di tutti senza distinzione di sesso, ideale e razza.

 

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