#June Il Modello Del Mese è MATTIA PETRONE

Occhi di ghiaccio, sensualità, ma anche tanta dolcezza.

Il Modello Del Mese è…

 

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Nome: Mattia
Cognome: Petrone
Età:
 21 Anni

Altezza: 184 cm
Perchè è il modello del mese?
Mattia è il tipico modello che vedi negli editoriali e non riesci a voltare pagina! Un ragazzo bilanciato, ma con il carisma giusto che gli permetterà di fare tanta strada.

 

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Quando e come è iniziato il tuo percorso nel mondo della moda? Con chi hai avuto modo di collaborare?
La mia esperienza nel mondo della moda è iniziata nel novembre del 2016. Mi sono avvicinato a questo mondo con la curiosità di capire come interagissero i differenti modi di essere di una persona sul proprio modo di vestire. In sostanza, da un lato potrei dire per diletto personale, dall’altro anche in rapporto ai miei studi, in quanto lo scopo degli studi umanistici per la comunicazione è quello di trasmettere un messaggio, quindi in riferimento ad essi mi sono chiesto come la moda potesse trasmettere un pensiero. Così prima di tutto ho cercato dei punti di riferimento che mi potessero indirizzare nell’ambiente. Ho avuto la fortuna prima di conoscere un fotografo con cui collaborare e con cui fare dei progetti per iniziare intanto a farmi conoscere sui social. Dopodiché ho iniziato a collaborare con un’agenzia a Firenze con cui ho anche cominciato a svolgere dei lavori più seri. Durante l’anno di collaborazione con tale agenzia ho avuto la possibilità di partecipare alle fasi iniziali del concorso “Mister Italia”, ma anche di sfilare durante un’edizione di “Immagine Italia”. Nel mentre ho avuto la fortuna di conoscere Noè Maggini, nonché di entrare a far parte di una parte dei suoi progetti. Non parlo di fortuna senza un motivo valido, infatti per caso mi proposi per una sua sfilata perché ero a conoscenza del fatto che cercasse un modello che gli mancava. La sua risposta fu positiva. Con Noè ho notato subito un bel feeling, mi ha impressionato fin dal primo momento il suo modo di lavorare e di “fare spettacolo” con le sue sfilate e le sue fantastiche produzioni. Attento al minimo dettaglio, meticoloso, Noè unisce le sue capacità al saper fare gruppo con i suoi modelli e con suo staff con risultati eccellenti. Con lui ho avuto modo di collaborare nell’occasione della sfilata del Pitti Uomo 91 presso la galleria d’arte Frittelli, della sfilata presso “Le Giubbe Rosse” e della Sfilata presso le “Pavoniere” in occasione di un’altra edizione della fiera di Pitti Immagine. Tra le altre cose, mi ha dato la possibilità di partecipare a molti casting e diversi servizi fotografici, nonché di prender parte alla “performance” degli aspiranti stilisti del Polimoda. Venutasi a creare ormai un’amicizia, con Noè sono in costante aggiornamento per progetti futuri.

Quale tendenza ti rappresenta di più? Quale stile preferisci?
Per quanto riguarda le tendenze ammetto che non ne ho mai seguita una in particolare. Il mio obiettivo è sempre stato per quanto possibile quello di osservare ciò che l’ambiente mi proponeva e rispondere in maniera autonoma. Quello che voglio dire è che ho sempre cercato di rielaborare i “must” della moda secondo ciò che mi attraeva di più. Se quindi da un lato ho avuto piacere di osservare le tendenze, dall’altro me ne sono piuttosto discostato per far prevalere la ricerca personale. Comunque in generale seguo delle linee guida nel mio modo di vestire e di concepire il mio stile personale. Sicuramente non disdegno la classicità, nel senso che apprezzo molto gli abiti eleganti in tinta unita, specialmente se accompagnati da quei particolari , come potrebbero essere un gilet o una cravatta abbinabile, che ne sappiano esaltarne la semplicità e le linee morbide del tutto. Quasi in contrapposizione con quanto appena detto, nel mio stile è presente fortemente anche l’ambito più sportivo. Al classico jeans infatti mi piace molto abbinare t-shirt e giacca per occasioni più conviviali.

 

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Quanto questa tua passione influisce nella vita privata?
In genere cerco sempre di non farmi troppo coinvolgere dalle passioni nella vita privata. Certo che questo è un caso un po’ diverso. La moda infatti mi permette sempre di essere me stesso, nel senso che il mio modo di concepire lo stile che indosso mi caratterizza e differenzia. Posso dire che quello che indosso segue o, almeno, tenta di seguire le mie emozioni. Quindi posso mettere allo stesso livello il mood emotivo con quello del vestito. A grandi linee è questo il concetto, quando vesto devo sentirmi a mio agio con me stesso, anzi me stesso, quindi devo selezionare ciò che meglio mi rappresenta in un momento e indossarlo.

Dalle tue IG stories si nota che sei un ragazzo tutto tranne che pigro. Come ti prendi cura del tuo fisico? Quanto ti aiuta questo nella tua carriera da modello?
In effetti posso ammettere senza problemi che non sono proprio una persona pigra. Non riesco mai a stare fermo e pertanto la mia vita è piuttosto frenetica. Trovo sempre il tempo per dedicarmi alla cura di me stesso, ma allo stesso tempo al diletto personale. Mi sto riferendo sicuramente alla mia dedizione verso l’attività fisica. Lo sport mi aiuta sempre a trovare il giusto equilibrio tra forze mentali e fisiche, non solo durante le sedute di allenamento, ma anche durante l’arco delle mie giornate. Allenarmi con i pesi è l’attività a cui dedico più tempo nell’ambito del fitness ed è anche quella che mi piace di più. Non sento mai la fatica fisica quando mi alleno o, meglio, non sono mai stanco. Andare in palestra non mi serve soltanto per l’apparenza, ma è un modo che ho trovato per scaricare tensioni e stress, mi fa sentire molto bene questo, ma soprattutto mi fa acquisire confidenza con me stesso e avere una percezione diversa di me. E’ questo l’aspetto che mi aiuta di più nella mia carriera da modello. Quando mi capita di partecipare a casting, a sfilate o ad eventi, riesco a essere o sentirmi più ‘pronto’ se ho questa self confidence dentro di me. Poi la questione secondaria è che ormai sono abituato ad un tipo di capi, nonché a delle taglie in cui rientrare, quindi l’attività fisica mi serve anche a mantenere la linea giusta per rientrare negli abiti e vestiti.

Secondo te, quale brand rappresenta al meglio la nostra generazione (18-25 anni)?
Ci sono molti brand che vanno per la maggiore tra i giovani di fascia compresa tra i 18 e 25 anni. Da quello che posso vedere con i miei occhi passeggiando per il centro città e osservando con attenzione quelli che sono i miei coetanei, insieme a quello che penso io dei brand, credo che quello che rappresenta al meglio i giovani sia Gucci.  Il designer Alessandro Michele è riuscito secondo me con le sue collezioni e creazioni ad avvicinare i giovani a un brand che fino a qualche anno fa era loro precluso e dedicato ad altre fasce. Lo stilista con i suoi abiti si è messo in un’ottica di stravolgimenti che secondo me è molto in linea col pensiero dei giovani di oggi. I suoi abbinamenti, creazioni e ‘rigurgiti’ come lui stesso ama definirli mostrano un’esplosione di sentimenti ed emozioni più disparati che somigliano molto a quelli che i giovani provano nel crescere e trovare la propria identità, specialmente nella fascia di età descritta. Si crea quindi un feedback più che positivo che permette di creare un legame tra un abito, un vestito e un mood tipico della fase adolescenziale e post-adolescenziale. Il tutto secondo me ha fatto di questo brand un chiaro punto di riferimento per i giovani, tanto da farlo diventare un’icona per la nostra generazione.

 

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Descrivi la tua idea di moda con tre aggettivi e motivali.
L’idea di moda che ho io è molto semplice e si può caratterizzare secondo questi tre aggettivi che ne descrivono a meglio il mio modo di concepirla: audace, eccentrica, libera. Infatti a moda deve esprimere l’audacia, cioè il coraggio del voler manifestare il proprio essere e la propria identità personale con forza e sicurezza, senza alcun timore. Senza audacia sarebbe difficile far emergere il proprio io secondo la mia visione, quindi credo che questo aspetto sia molto importante da sottolineare. Ma la moda deve essere anche eccentrica, nel senso positivo del termine. Mi riferisco sicuramente al fatto che la moda deve accentrare e unire tutti gli interessi, i gusti, le passioni che una persona possiede per fare in modo che il mondo si accorga nella maniera più completa possibile di ciò che siamo, di ciò che vogliamo mostrare e di quali sono le nostre idee. La moda ‘eccentrica’ per così dire permette di farci notare per quelli che siamo e di permettere eventualmente agli altri di seguirci, imitarci e rielaborare poi per conto loro una diversa tendenza, creando così una sorta di cerchio che si chiude. L’ultimo aspetto del mio modo di vedere la moda consiste in quell’idea che probabilmente meglio la caratterizza, cioè la libertà. Per essere veramente noi stessi e per mostrarci quali siamo agli altri, come dicevo prima, dobbiamo prima sentirci liberi. Questa è la condizione ‘sine qua non’, senza la quale non possiamo veramente progredire. La libertà che qui elenco è anche e soprattutto libertà di espressione in tutte le sue forme, qui nel contesto particolare del modo di vestire e creare. Questi tre aggettivi che ti ho detto sono molto diversi di per sé, ma nell’ambito considerato sono molto collegati ed affini, tanto da non poter essere quasi separabili, questa è la mia idea.

Ci sono progetti futuri dei quali puoi parlarci?
Dal momento che sono ancora molto giovane di progetti per il futuro ne ho a migliaia e cambiano con facilità anche da un giorno all’altro. Quelli sicuramente più stabili e a cui sono momentaneamente più interessato però sono indicativamente i soliti e si possono quasi contare sulle dita di una mano. Sicuramente in ambito professionale e perciò riguardante la mia passione ti posso dire che il mio obiettivo è quello sicuramente di progredire. Mi piacerebbe sicuramente continuare a collaborare con Noè Maggini, col quale abbiamo già in programma una sfilata a Firenze il 12 giugno in occasione del Pitti Immagine, mentre vorrei anche provare esperienze nuove. Archiviate ormai le collaborazioni con l’agenzia di cui parlavo a inizio intervista, mi piacerebbe trovare nuovi stimoli e progetti con agenzie nuove, con la mia disponibilità a lavorare anche al di fuori di Firenze e della Toscana, magari facendo qualche pensierino a città come Milano. Troverei veramente intrigante lavorare per un’agenzia a Milano e lavorare a giro per l’Italia. Il primo progetto è questo, ma come altro fine da seguire ho il progetto di laurearmi entro un paio d’anni per avere maggiori conoscenze in tasca per continuare il mio viaggio. Di conseguenza vorrei anche trovarmi un lavoro che dia seguito ai miei studi di comunicazione e integrarlo, perché no, con la mia passione per la moda. In ambito sportivo invece non ho intenzione di cambiare le mie abitudini nell’immediato anche se in futuro mi piacerebbe trasformare quello che per ora è un hobby in qualcosa di più serio e stimolante, cercando di ottenere qualche riconoscimento.

 

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Quello che colpisce subito di Mattia è lo sguardo di ghiaccio, che nello stesso momento comunica un mix di emozioni e sensazioni ricche di pathos. La bellezza è solo la cornice di una personalità ricca di contenuti. Mattia è un ragazzo che ha tanto da dire e ha molto da dimostrare, riuscire e descriverlo senza decadere nel repeating  è una bella sfida.
Il suo stile glamour e versatile, lo accompagna nella vita di tutti i giorni, esaltandone la bellezza. Ha un viso molto espressivo, gli occhi sembrano comunicare ogni volta un messaggio diverso, senza “scordinarsi” mai dalle movenze e dalle pose del corpo. Di certo non gli manca la motivazione e nonostante abbia ancora molto da fare ed imparare, siamo certi che sia sulla strada giusta.
Complimenti al nostro Modello Del Mese!

 

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