#MAY LORENZO VENERI E’ IL MODELLO DEL MESE

Intrigante, molto social e con le idee chiare.
Il Modello Del Mese è…

 

selezionate da lore-7083

 

Nome: Lorenzo
Cognome: Veneri
Età: 21 anni
Altezza: 181 cm
Perché è il modello del mese? Lo stile di Lorenzo è davvero versatile, esattamente come la sua capacità di approcciarsi ai diversi contesti moda. Nonostante i suoi 21 anni, vanta già buone collaborazioni, nonchè quella con il brand Replay.

 

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Ciao Lorenzo! Quando hai iniziato questo percorso?
 Ciao a tutti! Il voler apparire ed il voler vestirsi alla “moda” mi è sempre piaciuto e molti miei amici trovano curioso che nonostante sia un uomo mi piaccia fare shopping e dedicarmi alla scelta accurata dei vestiti prima di uscire.
Anche per quanto riguarda l’essere ripreso e fotografato non mi ha mai infastidito, anzi ho sempre ben gradito! Ho però realmente iniziato ad avvicinarmi al mondo della moda circa 1 anno e mezzo fa incuriosito da alcuni miei conoscenti che avevano fatto dei servizi fotografici per diversi brand. Così sfruttando i social, ma anche cerando nel web, ho iniziato a documentarmi su come si potesse diventare modelli e quali fossero i requisiti necessari. Devo dire che inizialmente ero molto perplesso in quanto leggevo recensioni positive su più o meno il 99% delle agenzie che trovavo e tutte promettevano di farti diventare una star in poco tempo e molto facilmente. Confesso che sono una persona molto critica, attenta e poco raggirabile; quindi tutto ciò mi faceva storcere il naso e mi puzzava di imbroglio. Così, in un primo momento, scoraggiato ho smesso di fantasticare e ho lasciato perdere. Continuavo però a seguire molti/e modelli/e sui social che mi facevano invidia e rabbia non tanto per i loro meravigliosi fisici o per la popolarità tra la gente, quanto per i vestiti che indossavano e le incredibili foto che gli facevano! Sembrerà strano ma è la verità.
Un bel giorno nella cassetta della posta mi sono ritrovato un invito per partecipare ad una selezione di modelli e steward di un’agenzia di Padova. Incuriosito mi sono presentato all’evento e mi è sembrato tutto ben organizzato e molto professionale. Mi sbagliavo e per farvela breve 2 mesi dopo mi hanno chiamato dicendomi che ero stato selezionato e che per entrare a far parte dei 20 posti avrei dovuto frequentare diversi corsi a mie spese e pagare alcuni servizi fotografici tutto alla modica cifra di alcune migliaia di euro!
Sempre più sconfortato ho cercato altre agenzie a Firenze ma le cose non sono migliorate, anzi tutte cercavano di spillarmi soldi senza minimamente preoccuparsi del mio aspetto fisico o di trovare delle particolarità.
Un bagliore di speranza si è acceso a giugno dello scorso anno, durante il periodo di Pitti, quando un mio amico mi ha proposto di sfilare per una serata di beneficenza alla Loggia del Piazzale Michelangelo a Firenze. Cercavano un modello con le mie caratteristiche per indossare costumi e abiti dei marchi Gicapri e Marzullo.
Questa è stata la mia prima vera esperienza di sfilata. Sotto la supervisione di Tullio Parronchi, stilista e insegnante di moda fiorentino, che in poche ore mi ha saputo dare consigli e alcune dritte, sono riuscito a fare la mia doppia uscita sulla passerella.
Ovviamente contentissimo della meravigliosa esperienza mi sono rimboccato le maniche; ho fatto il primo composit grazie ad un’amica grafica e ho iniziato a spargere la voce riguardo la mia nuova passione. Durante questo periodo ho ricevuto una chiamata da parte di un’agenzia fiorentina che mi chiedeva di collaborare con loro per l’organizzazione dell’evento del brand Replay durante Pitti 93.
Da questo momento in poi la strada è stata relativamente in discesa.
Con chi hai avuto modo di collaborare in questo tempo?
Come ho già avuto modo di dire precedentemente ho collaborato con i marchi Gicapri e Marzullo, per Replay tramite l’agenzia WinEffect e attualmente sono in contatto con lo stilista Noè Maggini per due collaborazioni, tra cui il suo fashion show durante Pitti 94.

 

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Come ti descriveresti facendo solo il nome di un brand? Perché?
Zara? Forse sono stato troppo banale ma è un negozio alla portata di tutti, che ti offre un’ampia gamma di stili e rispecchia il mio modo di vestire. Sicuramente la qualità dei tessuti non è ottima, non scordiamoci che stiamo pur sempre parlando di una catena, però ha dei capi interessanti ed a volte stravaganti.
Meglio il set o la passerella?
Beh scelta tosta. Diciamo che apprezzo entrambi per caratteristiche diverse. Il primo perché è un ambiente più intimo dove si lavora con serietà ma sono più concesse pause e momenti di distrazione. Il secondo invece è un ambiente dinamico, a volte frenetico, dove tu devi dare il meglio per mostrare chi sei e ciò che indossi. Il pubblico non ti vede attraverso la foto scattata durante un set e poi ritoccata dai grafici ma ti “squadra” e osserva sul momento, dal vivo, e hai pochi secondi per impressionarli mostrandoti fisicamente davanti a loro-

 

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Cosa pensi delle ultime tendenze?
Penso che ci sia da una parte un ritorno al passato con vecchie mode che riaffiorano e vengono riadeguate alle tendenze moderne e d’altro canto noto una voglia di innovare, creare stili del tutto originali, inusuali ed a volte anche eccessivamente vistosi. In entrambi i casi vi è un’attenta ricerca di materiali e tessuti unici volti a stupire il cliente.

Quali sono i tuoi idoli quando si parla di modelli e super modelli?
Il mio idolo maschile è Pietro Boselli. Alla soglia dei trent’anni e con una storia che in parte mi rispecchia in quanto lui era uno studente universitario, molto attivo sportivamente e non pensava minimamente di entrare a far parte del mondo della moda. Poi sfruttando le occasioni propostegli è riuscito a raggiungere livelli altissimi e adesso vanta collaborazioni con stilisti e personaggi di spettacolo di fama mondiale!
Per quanto riguarda la parte femminile non saprei dirvi chi veramente può essere considerata un mio idolo, in quanto seguo più la moda maschile. Sicuramente ho un debole per Megan Fox e Jennifer Anniston, anche se non sono propriamente delle modelle ma artiste in generale.

Chi incarna meglio, secondo te, il concetto di modello in Italia?
Fabio Mancini o Alessio Pozzi, entrambi new entry della moda, con diverse ed inusuali storie alle spalle ma che hanno saputo sfruttare le loro occasioni per crescere esponenzialmente e diventare top model. Sono freschi, belli e con tratti particolari, insomma due bei ragazzi.

Quanto contano i social nel tuo percorso?
In un mondo dove alla base di tutto c’è internet direi che i social costituiscono forse la parte più importante!
Ti permettono di metterti in mostra, condividere idee, rimanere aggiornato con le tendenze del momento e per molti è diventato un vero e proprio lavoro, riuscendo a trarre guadagno ad esempio facendo l’influencer su Instagram. Personalmente attraverso i social ho modo di pubblicizzarmi e far conoscere questa mia passione!

 

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Quali sono gli alti e bassi del intraprendere una carriera simile?
Diciamo che i bassi comprendono la “gavetta” (solo inizialmente) dove si impara il mestiere facendo anche lavoretti non retribuiti, rinunciare ad impegni personali e lavorare pure il weekend, il rimanere costantemente al passo con i tempi e tra i più seguiti del momento, cercare di rimanere fisicamente in forma evitando i vizi di troppo.
Degli alti invece ne fanno parte lo stipendio, che per i professionisti può arrivare a cifre molto elevate, la cerchia di conoscenze con personaggi importanti, la fama, ecc…

Sei molto giovane, ma con le idee chiare da quanto ho potuto constatare.
Come ti vedi tra 10 anni?

Invecchiato e con qualche ruga in più… no seriamente tra dieci anni mi auguro di poter lavorare sempre nell’ambito della moda e di essere diventato un top model, magari per qualche brand internazionale. Dopotutto avrò solo 31 anni!

Invece, quali sono i progetti futuri dei quali vorresti parlarci?
Spero di poter viaggiare in giro per il mondo alla scoperta di nuove culture, perché si sa che viaggiare rende liberi, di vedermi laureato (studio Ingegneria Elettronica a Firenze), possibilmente fidanzato, se non sposato, con l’aspettativa di avere dei figli. Inoltre avrei in mente di conciliare l’ingegneria con la moda per vedere cosa sarei capace di tirar fuori, forse dei prodotti innovativi o della strumentazione all’avanguardia.
Forse chiedo troppo, ma è risaputo che la speranza è l’ultima a morire!

 

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Sceglio di intervistare modelli come Lorenzo perché mi da la possibilità di notare di quante sfaccettature di bellezza ci siano al mondo. Un sognatore con le idee chiare, ricco di contenuti. Dagli scatti è impossibile non notare la forte passione per questo mondo, con l’umiltà di chi sa come giocarsi le proprio carte. E’ uno di quei modelli che non ha bisogno di essere etichettato con dei generi, la sua versatilità sarebbe perfetta per shooting sportivi o per shooting di collezioni eleganti, per esempio. In lui ho notato un’innata classe, preparazione e consapevolezza di se stesso.
Ha incuriosito anche voi? Grazie a Dio esiste Instagram –> @loreilrosso 

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