Il coraggio di fuoriuscire

 

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“La fuoriuscita” è il nuovo libro di Giuseppe Lago medico specializzato in psichiatria e psicoterapia breve integrata. Direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata, fondatore e condirettore del periodico semestrale Mente e Cura. Ha pubblicato vari libri tra i quali: Orientamenti diagnostici in Psichiatria e Psicoterapia clinica (2002) Ma.Gi. Roma; La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo (2006) Alpes Italia, Roma; L’illusione di Mesmer (2014) Castelvecchi, Roma; Compendio di Psicoterapia (2016) Franco Angeli, Milano. Il libro è un romanzo psicologico molto appassionante, che affronta il tema della psicoterapia. Scopriamo meglio attraverso l’intervista che Giuseppe Lago ci ha gentilmente rilasciato.

 

 

D: Com’è nata l’idea del suo libro intitolato “La fuoriuscita”?

R: L’idea è nata dalla mia esperienza trentennale di psichiatra e psicoterapeuta, dirigo anche una scuola di specializzazione professionale di psicoterapia. Per poter spiegare bene la novità in campo psicoterapeutico ho pensato di ricorrere alla narrativa, per chiarire bene alle persone la differenza tra una psicoterapia moderna e una psicoterapia arcaica, come la si intendeva fino a qualche anno fa.

D: Quali sono gli spunti che gli hanno permesso la nascita di questo libro?

R: La presenza nel campo della mia professione di gruppi carismatici che lavorano con l’organizzazione e che creano delle piccole chiese intorno a un presunto caposcuola, e che porta poi le persone ad identificarsi con modelli sbagliati per risolvere i propri problemi, ma sono utili per foraggiare questi gruppi sostenendo una propria autonomia e superiorità rispetto agli altri. Avere osservato questo mi ha spinto a scrivere questo libro, e la protagonista è una donna che decide di uscire da uno di questi gruppi.

 

D: Qual è il personaggio che ha preferito descrivere durante la stesura del libro? Perché?

R: Il personaggio di Martha, un’artista e donna insicura che si rivolge a questo gruppo che spera la possa aiutare ad essere più sicura e brava. Ci sta tanti anni fino a che non si rende conto che questo gruppo domina la sua vita, per lei sarà difficile staccarsi, anche per la presenza di una psichiatra/psicoterapeuta Adele Lussari in grado di esercitare carisma, e che domina Martha dal punto di vista psicologico. La protagonista riuscirà ad uscire da questo gruppo grazie all’aiuto di un altro psichiatra Livio Spada che rappresenta il nuovo modo di intendere la psicoterapia, in maniera più democratica che permette al paziente di sentirsi realizzato.

 

D: Quanto ha impiegato a realizzare l’opera completa?

R: Il tempo è stato relativamente breve, avevo da poco terminato la stesura di un libro storico/scientifico su questa materia, e non ho dovuto fare altro che inventare esempi per spiegare meglio queste dinamiche. Credo che il libro possa interessare molto chi fa psicoterapia ma anche gli addetti ai lavori.

 

D: Quali sono i messaggi fondamentale che vorrebbe donare a chi legge “La fuoriuscita”?

R: Il messaggio è quello di avere speranza quando ci si trova in una situazione di psicoterapia, bisogna avere il coraggio di uscire o fuori uscire e che renda le persone soddisfatte, uscire da questi gruppi settari e rivolgersi a professionisti del settore.

 

 

13321703_1231796696831372_1780537273554480261_nManuela Ratti nasce il 1 settembre a Bari nel 1994. E’ appassionata di scrittura e musica, e le piace trasportare queste emozionali trasformandole in qualcosa di condivisibile, sperando di poter donare un emozione o una bella sensazione a chi la legge.