Un ristoro per l’anima

Quella a cui oggi poniamo attenzione è una musica che può essere definita un vero e proprio ristoro per l’anima, qualcosa che la rigenera completamente, la porta alla scoperta di nuovi mondi. Mondi che scavano nel profondo di noi stessi, oltre il superficiale, verso l’oltre. Alla ricerca dell’inaspettato. Loro sono i Tartaglia Aneuro, che in questa intervista si raccontano e ci parlano del loro ultimo album intitolato “Oltre”

 

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D: Ciao ragazzi! Parlateci in breve della vostra musica, di ciò che vi piace in ambito musicale, soprattutto per chi non ha avuto la possibilità di ascoltarvi.

R: Il nostro genere è un etno rock contaminato da altre forme, siamo influenzati sia da gruppi nostrani che d’oltreoceano, ad esempio qui a Napoli siamo stati contaminati dai 99 posse e dai 24 Grana, di cantautorato italiano invece De andrè e Guccini. La nostra musica, però, come dicevo prima ha in sé molto della musica americana, che magari non si riconoscono troppo nella nostra musica perché sono un po’ più dure, come i Tool. Una delle cantautrici che molto mi ha influenzato è Dolores O’ Riordan, cantante dei Cranberries, scomparsa pochi giorni fa.

 

D: Il vostro ultimo lavoro, è un cd composto da 11 pezzi chiamato “Oltre”. Innanzi tutto spiegateci il titolo di questo album, come mai lo avete scelto?

R: Abbiamo scelto questo titolo perché il concept dell’album dovrebbe essere una bussola verso l’oltre, è questa la nostra idea iniziale, una ricerca di una direzione nella vita.  C’è stato un lavoro più maturo sia dal punto di vista testuale che musicale e abbiamo cercato di andare oltre la superficialità che si trova anche nei rapporti umani. L’oltre è ciò che si cela dietro le maschere della vita quotidiana.

 

D: Ora invece, parliamo più in generale di questo album, ricco anche di diverse collaborazione. Come credete questo lavoro sia diverso da altre vostre produzioni?

R: Questo album è stato scritto per necessità personale ed essendo stato racchiuso in un arco di tempo più breve rispetto al primo è più maturo, mentre il primo racchiude molti più anni. Oltre è’ stato realizzato tutto in 9 mesi, avevo già delle idee in partenza, ma il tutto è nato in maniera molto istintiva e ci ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che abbiamo appreso dalle esperienze di questi ultimi anni, soprattutto derivanti dal lavoro precedente. Siamo molto contenti delle collaborazioni che abbiamo intrapreso nell’album stesso, anche perché le persone che collaborano con noi sono prima di tutto nostri amici, c’è un rapporto umano che va anche oltre quello artistico. C’è Daniele Sepe che è un immancabile zio, con il quale abbiamo avuto il boom anche con Capitan Capitone che è stato fondamentale per la nostra crescita umana e artistica, O’ Zulù è invece un personaggio che è stato colonna sonora della nostra adolescenza, ma anche dopo, quindi lo consideriamo un fratello maggiore a tutti gli affetti e per noi è stata una bella soddisfazione averlo nell’album. Infine, Ciccio Merolla, è un altro fratello maggiore per noi, con il quale condividiamo il progetto di “Terroni Uniti”.

 

D: Quali sono i motivi per cui una persona dovrebbe ascoltare il vostro disco? Cosa vi contraddistingue in ambito musicale?

R: Io penso che sia un’esperienza da ascoltare questo disco, in quanto c’è un percorso musicale che non si sofferma mai troppo su un genere solo, ma c’è un filo conduttore che rende questo album un lavoro verso l’oltre. Ci hanno detto che abbiamo usato molto psichedelia e passa da stadi ironici, ad altri più energici e riflessivi. Penso che racchiuda le fasi della nostra vita ultima, e ci sono tutte le sfumature possibili.

 

D: Quali sono i vostri futuri progetti?

R: Ci sono varie date in giro per l’Italia in continuo aggiornamento. La nostra prerogativa è  portare in giro questo album ponendolo all’attenzione di più persone possibile, poiché pensiamo possa colpire molte persone. Il nostro tentativo è stimolare le persone verso gli argomenti che trattiamo ad una riflessione, trovando anche un ristoro per l’anima.

 

13321703_1231796696831372_1780537273554480261_nManuela Ratti nasce il 1 settembre a Bari nel 1994. E’ appassionata di scrittura e musica, e le piace trasportare queste emozionali trasformandole in qualcosa di condivisibile, sperando di poter donare una bella sensazione a chi la legge.

 

 

 

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