Una musica nuova

Oggi abbiamo la possibilità di parlare di un album molto particolare intitolato Sogno d’alabastro, un album da nuove sonorità e testi.

Comprendiamo meglio tutto insieme in questa intervista.

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D: Ciao Maryele, ciao Alessandro! Vi va di parlarci meglio di voi e della vostra passione per la musica?

R: Arriva da molto lontano … per quanto riguarda Alessandro ci possiamo spingere fino al 1995 quando esce il primo demo, ancora su cassetta, fino ad arrivare ad ora con 12 album tra autoproduzioni e case discografiche. Maryele invece Lavora nel mondo dello spettacolo ormai da molti anni, dal teatro al canto, in molte sue forme, quindi la musica la ha sempre accompagnato anche da bambina. Anche gli ascolti di musica classica, opera e rock progressive anni 70 hanno corrotto decisamente la nostra vita indirizzandola verso un deciso e unico fine, la continua e irrinunciabile creazione di brani originali. La frase giusta è la seguente ” siamo schiavi della nostra passione”… Non possiamo farne a meno, è il nostro sfogo, la nostra sopravvivenza e felicità. Non vi è giorno in cui sia assente dalla testa una melodia, un arrangiamento, un progetto da finire o nuovo da sviluppare. Riteniamo di essere molto fortunati sotto questo punto di vista perché è ciò che vogliamo davvero fare lo facciamo tutti i giorni e continueremo a farlo.

D: Come è nata l’ispirazione per il tuo album intitolato “Sogno d’ alabastro”, che racconta varie fasi di vita di un adolescente che sta crescendo?

R: In realtà il 90% dell’album è autobiografico e parla delle vicende personali dell’autore, un viaggio tra recente e passato tra emozioni positive e negative che si rispecchiano totalmente in tutte le melodie musicali e vocali oserei dire spesso struggenti. La seconda traccia “Sogno d’alabastro ” descrive ciò che notavo in una persona accanto a me in particolare momento di difficoltà. “Verde scuro e blu cobalto” è dedicata a mia figlia, c’è sempre una canzone per lei. Altre canzoni parlano di ciò che mi ha colpito in un particolare periodo: “Rubina” terza traccia del CD, parla di un articolo di giornale che ho letto, una ragazza di 12 anni del Bangladesh costretta a sposarsi. “Minuto quadro, minuto tondo, minuto mezzo ” parla del silenzio totale di 20.000 persone allo stadio per un minuto di raccoglimento. L’ultima traccia è una mia personale curiosità sul requiem di Verdi, infatti nel finale la melodia vocale si appoggia sul violino del dies irae.

D: Il tuo primo singolo si intitola “0% di vita”. Cosa rappresenta per te questo singolo? Ti va di parlarcene?

R: Questa traccia parla della fase adolescenziale, è una traccia personale e narra delle emozioni di una piccola ma intensa porzione di vita, della dissolvenza incrociata tra bambino e adulto, delle turbolenze e confusioni fino ad arrivare alla maturazione. Il singolo, contestuale al video “0% di vita” parla del disagio adolescenziale, della difficoltà nei rapporti con i coetanei, l’imbarazzo con l’altro sesso, le difficoltà in famiglia, la voglia di libertà e la ricerca di certezze, della propria stima e autosufficienza.

 

D: Come vi definireste a chi non vi ha ascoltati?

R: Questa domanda ci fa polemizzare un po’ sulla mediocrità del panorama musicale che i media ci impongono di ascoltare. La nostra musica non è commerciale e “usa e getta” come il mercato purtroppo impone ma si diversifica per un puro e deciso coinvolgimento emozionale. Un album pieno di atmosfere e melodie spesso struggenti circondate da accurati e opportuni arrangiamenti che rendono le tracce ricche delle giuste frequenze per un ascolto attento e approfondito. Qualcuno ha definito il prodotto pop rock progressive e questo non può che farci piacere! Pur essendo un album orecchiabile ci siamo impegnati molto per ciò che ci piace fare, confezionando un prodotto distinguibile dalla conformità attuale.

 

D: Quali sono i tuoi futuri progetti?

R: Musica. Con l’amico Alessandro che ha già composto altri pezzi presumo che a breve si realizzerà un nuovo lavoro con la collaborazione di uno studio di registrazione che si è proposto di produrre alcuni pezzi. Un obbiettivo concreto sono i live, vera essenza della musica. In verità l’organizzazione è lunga e speriamo a breve di dare notizie in merito. Speriamo anche di trovare locali che non ti chiedano in continuazione: “che cover fare?” “Che tribute siete?” … nulla! Solo pezzi originali! Come sempre!

 

 

 

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Manuela Ratti nasce il 1 settembre a Bari nel 1994. E’ appassionata di scrittura e musica, e le piace trasportare queste emozionali trasformandole in qualcosa di condivisibile, sperando di poter donare una bella sensazione a chi la legge.

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