Il Battelo Ebbro: l’immagine come forza aggiuntiva di una buona musica

Oggi vi presento questo progetto musicale che mi ha attratta da morire. Questo blog è stato fondato da me, una fashion blogger amante della buona musica e questa cosa la sappiamo ormai benissimo. Insomma, leggo il comunicato  di questa band, spizzico i vari social e non posso fare a meno di notare lo stile che li contraddistingue. Dopo aver ascoltato la loro musica non ho potuto fare a meno di conoscerli meglio, ecco cosa ci siamo detti 😉

F:” Ciao ragazzi, che piacere avervi qui! Come nasce la band? Soprattutto, cosa vorreste trasmettere con la vostra musica?”
B:”Ciao Federica, innanzitutto grazie per averci dedicato questo spazio, ti rispondiamo con molto piacere. La band è nata nel Gennaio 2015, da un’idea originale del cantante Alessio Simonetti, il quale aveva già scritto dei brani a cui voleva dare un corpo rock e dai chitarristi Valerio Atturo e Antonello D’Angeli con i quali era solito incontrarsi nel suo locale per condividere accordi ed idee; poco dopo il gruppo venne completato con l’entrata del violinista Alessandro Monzi, Emiliano Venanzini al basso e Mauro Cola alla batteria. L’introduzione di questi componenti ha dato vita, nel tempo, ad una sonorità che unisce il folk rock con la psichedelica, il progressive con la musica cantautorale.
Forse la caratteristica che più ci soddisfa della nostra musica, è la sua capacità di essere empatica, soprattutto in un contesto live (almeno lo speriamo) grazie alla dinamica sonora, e il far riflettere l’ascoltatore sul vero significato che si cela dietro ogni frase, in modo tale che ognuno ne possa cogliere la propria interpretazione.”

 

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F:” Parlateci del nome e di come avete scelto il logo…”
B:” Il nome non è stata una scelta facile a dire il vero. E’ stata una lunga ricerca, fin dall’ inizio aleggiava questo nome ‘Il Battello Ebbro’, omonimo dell’opera del poeta francese Arthur Rimbaud di cui è molto appassionato il cantante, che poi è risultato essere la scelta più adatta vista anche la connessione con i simbolismi ricorrenti nei nostri brani, come il battello, che rappresenta il ‘poeta’ che si perde volontariamente nel mare dell’esistenza. Allo stesso modo noi, con la nostra musica, vorremmo far riconoscere nel battello i nostri ascoltatori. (ora capite perché ci sia voluto del tempo per decidere il nome). Per il logo invece è stato più semplice, l’idea era di unire due simboli che rappresentassero le due parole del nome, la goccia (di vino) avrebbe dato il senso di ebbrezza e il battello ci si sarebbe trovato immerso; il disegno è stato infine realizzato dalla gentilissima Annamaria Renzi che ringraziamo ancora.”

F:”Il 17 Novembre avete presentato il vostro album. Quali sono le tematiche salienti?”
B:”Il disco ‘Non so Essere Altro che Vento’ non lo si può definire un concept album. Esso infatti è una raccolta di canzoni concepite inizialmente slegate l’una dalle altre (complice anche il periodo di scrittura), che hanno comunque trovato nel disco la stessa chiave di lettura: il simbolo del vento. Il disco è un percorso, non compiuto da un protagonista con nome e cognome, ma da una soggettività incarnata da chi ascolta l’album.
Il Vento prende diverse forme nel disco, in linea generale funge da voce non parlata, una manifestazione silenziosa della vera libertà a cui poi non ci si può sottrarre e che porta con sé una nuova coscienza.”

 

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F:”Come descrivereste la vostra musica in quattro aggettivi?”
B:”Sceglieremmo: Onirica, Dinamica, Impressionistica ed Empatica.”
F:”Secondo voi, nel mondo di oggi, quanto influisce lo stile e l’immagine nel percorso di un cantante e di una band?”
B:”Crediamo che l’immagine sia una forza aggiunta alla performance dal vivo, con questo non intendiamo necessariamente il doversi vestire ‘alla moda’, piuttosto saper cogliere lo stile più adatto al contesto, al genere musicale, ma più in generale allo spettacolo che vuoi offrire al pubblico. Lo riteniamo un discorso al pari di una scenografia di un proprio videoclip, dell’allestimento del palco, delle immagini e video proiettati nei live, dell’illuminazione; tutto deve ovviamente lavorare al servizio della musica, arricchendola! L’importante per noi è che l’immagine non abbia la precedenza sulla musica, perché in tal caso si impacchetterebbe in maniera splendida un pacco regalo vuoto.”

 

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F:”Se vi venisse data la possibilità di scegliere di collaborare con uno stilista italiano per i vostri eventi, chi scegliereste?”
B:”Per lo stile ricercato ma allo stesso tempo casual, probabilmente sceglieremmo Massimo Dutti.”
F:”Ci sono altre date o concerti dei quali potete già informarci?”
B:”Per il momento non abbiamo date certe da comunicare ma stiamo lavorando alla creazione di un tour che pubblicheremo al più presto sulla nostra pagina Facebook.”

 

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