Mario Riso: Anima istintiva

La musica è fatta di tante sfaccettature e ciascun musicista porta la sua anima in ciò che compone, facendo emergere quindi parte del proprio mondo interiore.
Oggi conosceremo meglio Mario Riso e attraverso l’ascolto della sua musica si può percepire una persona molto istintiva e passionale, ma allo stesso tempo eclettica e aperta alle novità, una persona che non teme il cambiamento, ma corre il rischia di affrontarlo.

Mario Riso_02.jpeg

Mario nasce l’11 ottobre 1967 ed è uno dei batteristi più conosciuti in ambito rock.
Si appassiona ben presto alla musica, all’età di 16 anni, e la sua determinazione e tenacia lo hanno portato a diventare un volto noto anche per la tv con la creazione di programmi come la fondazione di canali tra cui Rock tv e Hip hop tv, dirigendo, inoltre, Heineken Jammin’ Festival Contest“, concorso dedicato ai volti nuovi della musica emergente.
Mario Riso è inoltre noto come compositore, arrangiatore e produttore, producendo il secondo ed il terzo album dei Rezophonic, con i quali ha affrontato un tema importante come lo spreco delle risorse, in particolare dell’acqua.
Attraverso queste pagine vi raccontiamo del primo disco da solista di Mario intitolato “Passaporto”, un disco che vede la collaborazione di importanti musicisti come  Danti, Rise, Cristina Scabbia, Tullio De Piscopo, Giuliano Sangiorgi, movida e Rezophonic. In “Passaporto” Mario si racconta totalmente con chi lo ascolta, mostrandosi per quello che è realmente, senza alcun filtro o maschera.Il primo singolo estratto da questo album si intitola “Un temporale”, nel quale Mario ci racconta di un cambiamento di rotta, che come un temporale avviene nelle nostre vite e inizialmente si è titubanti, non si sa come accoglierlo, non si sa quali saranno le conseguenze.

 

Cover_ALBUM.jpeg

Scrollandosi di dosso però le paure, possiamo percepire nel cambiamento un’opportunità, un qualcosa di bello a cui poter spalancare le nostre braccia e accoglierlo in maniera del tutto naturale.
Il cambiamento spaventa, è normale, ma noi dobbiamo essere più forti imparando a modulare il nostro atteggiamento, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, non sempre vuoto… Bisognerebbe guardare alla vita e al mondo con più positività.
Un sound quello che si riscontra nel disco che ha molte delle tendenze rock, ma anche con influenze elettroniche che danno diverse sfumature ai brani.
Attraverso questo disco, quindi, possiamo leggere Mario come se fosse un libro aperto, e gli auguriamo di deliziarci con altre parti di sé e altri capitoli da svelarci molto presto!