Simone Barotti: Fino all’ultimo respiro

Simone Barotti nasce a Roma nel 1979, e già da piccolo la musica scorreva nelle sue vene; forma un duo musicale con il chitarrista Nicola Illuminati, percorso che si conclude nel 2005. Successivamente fa parte del cast del musical “1998” replicato numerose volte, tra il 2009 e il 2010, registrando il sold out per tutte le date. Nel 2014 esce il suo primo disco intitolato “Il cerchio”, raggiungendo numerosi traguardi, inoltre sarà presente in numerosi spettacoli teatrali. Il secondo brano estratto dal suo primo album si intitola “Invidia”, mentre il terzo intitolato “Le rose” viene presentato all’apertura del concerto della cantante Tosca. A distanza di 3 anni esce il nuovo singolo di Simone intitolato “Nel disordine che c’è”.

 

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Il suo ultimo singolo, come preannunciato ad inizio articolo, si chiama “A cuore spento”, ed è un singolo molto intimista, ma dal messaggio molto forte, soprattutto per chi si è trovato o si trova a vivere una situazione similare a quella che Simone racconta. Questo singolo è, infatti, un mix di vari stati d’animo: si passa dalla tristezza, alla rabbia, all’impossibilità di agire fino alla malinconia. Simone ci racconta all’interno del brano i sentimenti che si provano quando una persona a noi cara è gravemente malata, oppure può riferirsi alla perdita di una persona a cui si tiene molto. Parole intrise di rabbia le sue, che descrivono l’estrema impotenza che in quel momento i parenti che circondano la persona provano… Non ci sono rimedi in queste situazioni, ogni passo che si compie, ogni parola che si dice, ogni gesto che viene fatto può essere sempre sbagliato, e comunque qualsiasi cosa si potrà fare o dire non porterà la persona a guarire, o non la porterà indietro, ed è questo che fa più male.

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L’unica arma di salvezza è il ricordo, conservare nel cuore i bei momenti, gli insegnamenti, le parole e tutto ciò che rendevano unica quella persona, non lasciandosi andare alla tristezza, ma godere di tutti gli istinti, fino all’ultimo respiro, perché anche se non sembra ogni attimo è per loro di fondamentale importanza, e un sorriso può lenire il dolore. E’ questa forse la lezione che bisognerebbe iniziare ad apprendere, per quanto duro sia bisogna continuare a provarci per il loro bene o per il nostro, vedere la persona a cui si tiene stare bene, anche solo per un attimo, ma grazie al nostro aiuto, può essere di fondamentale importanza. In momenti dolorosi come questi descritti da Simone, però, è difficile poter ragionare in questa maniera, poiché si affronta tutto di cuore, e il cuore non si spiega i motivi dei dolori o delle sofferenze.

Ascoltare “A cuore spento”, è fare un viaggio dentro sé stessi, vivendo tutte le tribolazioni, tutti i dolori, proprio come nel mix di stati d’animo presenti nella canzone.
E’ una canzone istintiva ed è questo che la rende speciale.

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Manuela Ratti, giornalista musicale. Nasce il 1 settembre 1994 a Bari. Appassionata di scrittura perché convinta che attraverso questo mezzo si riesce a comunicare ciò che a voce non si riesce ad esprimere.Nel 2015 fonda insieme a Stefania Meneghella e Roberta Giancaspro un sito web intitolato “Kosmomagazine”, ricco di interviste a persone emergenti o famose nei vari campi dell’arte.Attualmente il sito è gestito da Manuela e Stefania con la preziosa collaborazione di: Marika Carolla, Martina Castellarin, Giulia Cucciarelli e Marta Spadaro  e Maila Lunardi con articoli e interviste, ed Alejandra Sazo per la realizzazione delle fotografie.

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