#Ispirazioni Duccio Barbieri: Com’è debuttare a 80 anni

“Ormai sono fuori tempo, ormai ho studiato per diventare quello che sono, non posso ricominciare da zero.” Quante volte abbiamo detto o pensato qualcosa di simile? Nasci con dei sogni e segui quelli più promettenti, mettendo da parte quelli più astratti. Allora studi, ti diplomi, vai all’università, costruisci una famiglia e diventi un cittadino onesto e rispettato, insomma vivi una giusta vita. Cosa te ne fai di quella passione che nessuno ti ha aiutato a stimolare? Duccio Barbieri ci insegna che non è mai troppo tardi per VIVERE, per rincorrere anche la passione più nascosta. Lo ringrazio infinitamente per aver trovato del tempo per me, per ispirare la mia vita e il mio percorso con le sue parole. Grazie Duccio.

 

duvvio

F:”Salve Duccio benvenuto! Come nasce questa passione per la musica e soprattutto, com’è debuttare a 80 anni?”
D:”Ciao Federica! Già ho detto che la passione per la musica deriva dalla mia passione per la vita. Debuttare ad 80 anni deriva solo dal fatto che nel passato nessuno mi ha stimolato ed aiutato a farlo: mi sono stimolato ed aiutato da solo.” Ho atteso ed atteso, alla fine mi sono detto: “o lo fai adesso o non lo fai più” e con i potenti mezzi messi a disposizione dai ricordi e dai risparmi, mi sono autofinanziato, non per investimento, ma per presunzione. Quante volte mi parlo e mi ascolto in una sola giornata: ha il pregio che nessuno mi può interrompere!”

F:”Il genere è molto particolare. Come lo definiresti in poche parole?”
D:”Il mio genere musicale è “casalingo” un genere cioè che si rifà alla vita ed alle esperienze giornaliere.”

F:”Di cosa parla l’album “Vita mia”?”
D:”Di una vita passata a sognare cercando di raccontare quei sogni che sono simili a quelli di tanti; situazioni vissute, ricordi, rimpianti, speranze che danno la ricchezza dei sentimenti passati e dei sentimenti futuri: con al “centro” sempre, l’essere più importante del mondo la “donna”.”

 

ducciio.jpg

F:”C’è una traccia dell’album alla quale sei più legato?”
D:””Corpo morto” perché ogni volta che l’ascolto e mi guardo allo specchio, mi aiuta a paragonare il mio stato a quello “cantato” e sono felice di essere ancora un “corpo vivo” e proteso nel futuro alla ricerca della conferma della felicità.”

F:”Secondo te, quanto e come è cambiata la musica italiana negli anni?”
D:”La musica, purtroppo, negli anni è degradata verso la categoria dei “rumori”; mi auguro che il mio disco non venga considerato solo “un rumore”. Ritengo e comunque lo spero per me, che torni il bisogno di un ritorno alle “melodie” che permangono, nel tempo, rispetto a quelle musiche in cui prevale invece, come per il “RAP”, il ritmo frastornante degli strumenti a percussione.”

Federica

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...