La #bloggeralpha incontra il #fumettistaalpha di “Vivi e Vegeta”

Chi ha detto che i supereroi sono tutti fatti di carne ed ossa? Chi dice che l’ambientazione di un fumetto debba essere una di quelle città americane con nomi impronunciabili? La risposta la trovate in “Vivi e Vegeta”! Il fumetto firmato “Bao Publishing” nasce da un’idea di Francesco Savino che, con i disegni dell’inimitabile Stefano Simeone, ha dato vita ad una storia da leggere tutta d’un fiato. Siete pronti a scoprire un mondo nuovo?

 

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F:”Ciao Francesco! Sono rimasta sorpresa di come “Vivi e Vegeta” riesca ad appassionare tutti i generi di lettori, ma che dico, di persone! Mi sono sempre definita una “mangiatrice” di libri, ma mai avevo letto un fumetto, ho sempre pensato che fosse un genere lontano dal mio modo di leggere. Devo dire che il tuo progetto mi ha regalato una prospettiva diversa. Ora parliamo di te, come nasce la tua passione per i fumetti?”
F:” Ciao Federica, piacere tutto mio. Sono davvero felice di poter condividere il mio progetto con i tuoi lettori. La mia passione nasce da quando ero piccolissimo, con i primi Topolino che mi venivano comprati dai miei genitori. Da lì non ho mai smesso, anzi… i fumetti hanno accompagnato la mia crescita crescendo insieme a me… dalla tappa intermedia con Pk, le nuove avventure di Paperinik dal taglio fortemente americano, a Dylan Dog, che ha segnato un punto fondamentale del mio percorso di lettore. Da lì in poi, ho cercato di leggere sempre di tutto, quanto più possibile. Non ho mai smesso di leggere la narrativa, ma i fumetti hanno un posto riservato nel mio cuore.”

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Francesco Savino

F:”Come mai hai scelto il mondo delle piante? Cosa ha ispirato questa storia così innovativa?”
F:”A ripercorrere oggi la genesi di Vivi e Vegeta, devo confessare di non poter stabilire un punto di partenza ben preciso. Di sicuro ha contribuito il mio aver inavvertitamente fatto morire tutte le piante del giardino di mio padre (di cui andava ovviamente fiero) quando, durante una vacanza estiva in cui lui non c’era, mi venne affidato il compito di innaffiarle. Inutile dire che mi dimenticai completamente di farlo.
(Approfitto dell’occasione: grazie, papà, per non avermi diseredato.)

Di sicuro ha contribuito il fiorire di mille trasmissioni culinarie sempre più improntate verso la cucina vegetariana. Il tormentone dell’“e ora aggiungete un po’ di scalogno” a cui seguiva l’immancabile domanda “cosa diavolo è lo scalogno?!” ha lasciato una traccia indelebile in me.E di sicuro ha contribuito la mia idiosincrasia verso il regalare fiori e piante. Ogni volta che qualcuno mi suggeriva di regalare un mazzo di fiori, la mia risposta ironica era sempre: “Non voglio regalare fiori, lo faccio per il loro bene!”.
Da tutto questo, dalla domanda “chissà come se la passano i fiori di questi tempi?” e sicuramente anche da altro, è nato Vivi e Vegeta.”

F:”Quando hai capito che ormai eri pronto per una sfida simile?”
F:”Quando l’incontro con Stefano Simeone ha fatto sì che, nel giro di una giornata colma di telefonate e scambi di idee, nascesse lo scheletro e l’impianto di base di Vivi e Vegeta. In quei giorni, tutte le mie idee sembravano convergere verso l’universo vegetale che io e Stefano stavamo creando. Forse, ancora meglio: sembrava che tenessi quelle idee dentro di me da un sacco di tempo, aspettando solo il momento giusto per venire a galla. Ecco, in quel momento, mentre le idee venivano a galla, sentivo che ero pronto per affrontare la sfida.”

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Stefano Simeone

F:”Come hai conosciuto il tuo collaboratore?”
F:”Io e Stefano ci conoscevamo già da almeno un paio di anni, quando abbiamo deciso di creare Vivi e Vegeta. Lui aveva già all’attivo due graphic novel, di cui uno pubblicato con la Casa editrice BAO Publishing, presso cui lavoro come editor (la stessa Casa editrice che ha pubblicato il volume cartaceo di Vivi e Vegeta). Tra eventi, fiere e passaggi in redazione, io e Stefano avevamo già stabilito un’ottima sintonia. Quando partì la prima scintilla di idea, capimmo subito che potevamo – e dovevamo – sfruttare quella sintonia per far nascere un prodotto unico.”
F:”Quanto ti ha sostenuto la tua famiglia? C’è qualcuno che ha creduto in te da sempre?”
F:”La mia famiglia mi ha sempre sostenuto moltissimo, permettendomi di spostarmi a Milano per seguire il corso di sceneggiatura alla Scuola del Fumetto e appoggiandomi così nella scelta di voler scrivere. I miei primissimi ricordi da scrittore sono inevitabilmente collegati ai miei genitori: da piccolo, molto piccolo, avevo creato un quotidiano chiamato La Periferia (il riferimento, ovviamente, era a Il Centro, storico quotidiano abruzzese), che riempivo di articoli scritti da me sulle varie vicende familiari. Naturalmente – essendo un editore di piccola portata – la tiratura si aggirava intorno alle dieci copie. Ma essendo molto persuasivo nel costringere i miei parenti a leggere il quotidiano, mi assicuravo che nessuna di quelle dieci copie andasse sprecata.”

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F:”Cosa rende difficile la stesura di fumetto? Quanto tempo ci vuole prima della pubblicazione?”
F:”Ci sono diversi fattori che possono creare difficoltà, durante la stesura di un fumetto. Nel caso di un lavoro creato a quattro mani (nel nostro caso le mani erano anche di più, ma ci arriveremo), bisogna sempre tenere in considerazione le necessità delle parti in campo. Diventa più difficile gestire le tempistiche, scrivere la sceneggiatura con abbondante anticipo per permettere al disegnatore di prendere le misure e gestire le consegne, considerando che spesso un disegnatore è al lavoro su diversi progetti contemporaneamente. Per Vivi e Vegeta, inoltre, ci siamo avvalsi dell’arte di uno staff di professionisti quali Roberta Ingranata alle cover dei capitoli web, Lorenzo Magalotti come assistente ai colori e ai disegni, Lorenzo Bolzoni per creazione del logo, impaginazione e lettering. C’è il rischio che coordinare tutte queste entità comporti ritardi o contrasti nella visione del progetto, cosa che per fortuna non ci è successa. Credo che sia anche questo uno dei motivi del successo di Vivi e Vegeta.
Sui tempi di pubblicazione, in genere variano da opera a opera. Nel nostro caso ci sono voluti due anni perché i capitoli web vedessero la forma stampata: questo perché io e Stefano volevamo creare un prodotto nuovo e diverso dalla semplice trasposizione su carta dei capitoli online. Ecco perché abbiamo aggiunto venticinque pagine inedite, abbiamo rivisto i dialoghi e cambiato la colorazione e il montaggio di alcune sequenze.”

F:”Parlaci del linguaggio schietto e dello stile del tuo fumetto.”
F:”Volevo, fin da subito, che il linguaggio fosse il più diretto possibile. Un po’ perché volevo che il lettore si calasse alla perfezione nelle atmosfere noir, il genere di Vivi e Vegeta, un po’ perché avevo bisogno che la storia – che richiede una sospensione dell’incredulità piuttosto forte – non presentasse ulteriori elementi di ostacolo nella fruibilità del prodotto. Ecco perché le piante e i fiori di Vivi e Vegeta parlano con un linguaggio umano, inveiscono e insultano in un linguaggio umano. A fare eccezione è uno dei due girasoli killer, Helios, che ha un lessico volutamente alto a fare da contrapposizione a quello del suo fratello gemello, Anthos. I due, come verrà spiegato nella storia, sono gemelli separati alla nascita, e mi piaceva mostrare le differenze a cui possono andare incontro due gemelli che si trovano poi a vivere in contesti sociali molto diversi tra loro.”

Vivi e Vegeta - Variant Dell'Otto

F:”A quali eventi hai preso parte? A quali ti piacerebbe partecipare ancora?”
F:”Io e Stefano siamo reduci da un lungo tour per fiere nazionali e presentazioni nelle librerie. Da “Tempo di Libri”, il salone del libro di Milano, all’Etna Comics di Catania, passando dal Napoli Comicon (dove abbiamo presentato Vivi e Vegeta a un anno esatto dalla vittoria del Premio Micheluzzi del Festival come “Miglior Webcomic”) e dal BGeek di Bari. Nel frattempo abbiamo realizzato diverse presentazioni nelle librerie italiane, tra cui – la mia preferita – quella alla Feltrinelli di Pescara. Essendo io nato a Chieti, è stato bello poter presentare Vivi e Vegeta così vicino a casa.Tra quelle che mi mancano e a cui vorrei partecipare, c’è sicuramente il Salone del Libro di Torino, uno dei miei eventi nazionali preferiti!”

F:”Quali sono i tuoi fumetti preferiti? Quali consiglieresti a chi non ne ha mai letto uno?”
F:”Se mi chiedi i miei fumetti preferiti in assoluto non posso che risponderti Dylan Dog creato da Tiziano Sclavi, Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, Pk (Disney), Blankets di Craig Thompson, Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples.
Per quanto riguarda fumetti da consigliare a chi non ha mai letto fumetti, se proprio devo togliere il mio [ride], ti direi:
Blankets di Craig Thompson, Persepolis di Marjane Satrapi, Rughe di Paco Roca, Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior, Il porto proibito di Teresa Radice e Stefano Turconi e i libri di Zerocalcare.”

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F:” Come descriveresti, invece, il #FumettistaAlpha?”
F:”Per me il Fumettista Alpha non ha paura di sperimentare, di raccontare attraverso la propria voce, in una chiave originale. Il Fumettista Alpha prende spunto dalla realtà che lo circonda, ne trae una lezione importante e ne scrive mettendola a contatto con la propria sensibilità. Deve essere al servizio della storia che vuole raccontare, senza troppi manierismi o manie di protagonismo.”

F:” In Italia chi rappresenta questa categoria al meglio?”
F:”Negli ultimi anni il numero di autori emergenti e professionisti che stanno trovando sempre più modi per far sentire la propria voce è aumentato in maniera considerevole. Non ti faccio nomi, ma posso dirti che questo periodo è sicuramente un ottimo periodo per il fumetto italiano, e che gli autori della mia generazione stanno facendo di tutto per dare un ottimo contributo a questo movimento.”

F:”Ci sarà un seguito di “Vivi e Vegeta”? Quando uscirà? ”
F:”La seconda stagione di Vivi e Vegeta è prevista a settembre 2017, e sarà composta da 10 capitoli, così come lo era la prima. Il sottotitolo sarà “Odio di Palma”, e questo la dice lunga su chi saranno i protagonisti! È prevista anche una pubblicazione cartacea, ad aprile 2018, sempre per la Casa editrice BAO Publishing.”

F:”Francesco non vedo l’ora di poterti ospitare per parlare della seconda stagione di “Vivi e Veegeta”!”
F:”Grazie mille a te, ci sentiamo presto! Un saluto a tutti i lettori di “One”Only” Blog!”

cover affiancate

 

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