Renzo Cantarelli canta l’incomunicabilità dei tempi moderni

La tecnologia è stata, senza dubbio, un grande passo per l’uomo. L’invenzione dei social network ha un numero considerevole di vantaggi, per esempio da la possibilità di rincontrare persone che sembrano perdute per sempre.
Cosa succede quando What’s app prende il posto di uno sguardo e una carezza? Questo splendido artista ce lo racconta tramite la sua musica incredibilmente moderna. Diamo il benvenuto a Renzo Cantarelli!

F:”Salve Renzo, benvenuto su One&Only. Il tuo singolo si intitola “Una piccola parte di te”. Di cosa tratta?”
R:” Ciao Federica! Il brano tratta il tema dell’ incomunicabilità. Oggi i ragazzi, ma non solo, prediligono le discussioni sui social al contatto diretto. Si riesce a parlare contemporaneamente con un numero considerevole di persone, ma non riusciamo più a guardarci negli occhi e a capire da uno sguardo, da un gesto tutte le cose che quel gesto, quello sguardo significano. Nel testo domando come possiamo amarci, confidarci, se non riusciamo ad essere almeno l’uno una piccola parte dell’altro.”
 

F:”Quale messaggio vorresti trasmettere con la tua musica?”
R:”Non ho mai pensato che la musica, come tutte le altre forme d’arte, avesse l’obbligo  di lanciare messaggi, piuttosto la canzone d’autore deve aiutare a riflettere, a guardarsi intorno e a cercare di capire. Lo dico sempre ai miei concerti, ogni sera quando stiamo per concludere il repertorio mi auguro di avere trasmesso emozioni e sollevato qualche dubbio in più.”
F:”Come descriveresti il panorama musicale italiano?”
R:”Difficile dare un giudizio, il rischio è sempre quello di generalizzare. Esiste una musica buona, che spesso non trova la possibilità di essere adeguatamente promossa e tanta musica fatta soltanto per essere consumata nel più breve tempo possibile. Le cause sono tante, ma credo che il nostro dovere sia quello di continuare a credere nel lavoro che facciamo perché è importante farlo indipendentemente dal successo. Avere successo non significa necessariamente che si è fatto un buon lavoro.”

F:”C’è un artista al quale ti ispiri?”
R:”Io sono nato ascoltando Dylan, de Andrè, Fossati e De Gregori e a loro mi sento particolarmente legato anche se credo di essermi ritagliato un piccolo spazio, raccontando a modo mio e facendo un uso particolare del linguaggio musicale. Racconto la mia città, parlo dei miei sogni delle mie illusioni e delle mie delusioni, ne parlo con dolcezza offrendo sempre una speranza nel finale.”

F:” Ci sono Progetti futuri dei quali potresti parlarci?”
R:”Cantare e girare la penisola con il mio ormai consolidato gruppo. Continuo a promuovere DOLOS e nel prossimo autunno in studio per il prossimo lavoro. I live riempiono davvero la mia vita poiché è sempre tutto un imprevisto e a me questa cosa piace moltissimo. Finchè avrò da dire qualcosa  questo sarà il mio lavoro!”

Federica

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