Franco Nocchi tra musica e studi orientali

La musica, tra i tanti poteri, ha quello di insegnare.
Quest’intervista, per esempio, è fonte di vanto per me. Ho avuto la fortuna di scambiare due parole con Franco Nocchi e riuscire ad imparare qualcosa in più senza smettere si coltivare la mia passione per la musica.

  • Salve Franco, non capita tutti i giorni di poter scambiare due parole con un artista come lei. La sua musica è ricca di tematiche importanti. Quali sono i messaggi che cerca di trasmettere al pubblico?

Ciao Federica. Vorrei trasmettere l’importanza di non chiudersi mai nel proprio guscio pensando di essere separati da ciò che accade nel mondo : ogni ingiustizia, ogni violenza (quella che avviene nella casa accanto così come quella che accade in un luogo sperduto nell’altra faccia  del globo) in qualche modo “colpisce” sempre anche la nostra Vita. Stiamo vivendo in una società che si mostra sempre più in disequilibrio e in disarmonia: ritengo che l’unica speranza di poter invertire questa ten1147600_186569411520718_793577176_odenza negativa per costruire una vera e propria “ecologia sociale”, è che ogni Persona affronti la sua giornata prima di tutto col sincero intento di non arrecare danno e/o offesa a nessuno e poi, ogni volta che è possibile, con la disponibilità a fare piccoli, quotidiani gesti concreti per aiutare l’alterità. E non parlo di denaro,ma di disponibilità ad ascoltare, a stringere una mano, a spendere una parola. L’energia positiva che ritorna dal compiere gesti di attenzione e/o di aiuto verso l’alterità è immensa.

  • Lei è anche un docente di “PsicoPedagogia dei Gruppi”, di Medicina Tradizionale Cinese” e di “Teoria e Tecnica delle Arti Marziali” dell’Università di Pisa. Come la musica può avere a che fare con percorso simile?

Nella Cina dei tempi antichi, la formazione dei Monaci guerrieri prevedeva che la pratica delle Arti del Combattimento andasse di pari passo con la pratica delle Arti Gentili (yin, interiori): lo studio della Medicina, della Poesia, della Letteratura e della Musica andava dunque a “compensare” e mitigare gli aspetti eccessivamente yang (esteriori) sviluppati con lo studio delle tecniche di combattimento. io ho avuto il privilegio e la fortuna di avere un grande Maestro, il Monaco taoista Maestro Huang Wan De, che mi ha trasmesso questo stile di pensiero: amo spesso ricordare come fu proprio il Maestro Huang a “spingermi” lungo il sentiero della musica; un giorno ( non avevo ancora compiuto 12 anni) alla fine della pratica in palestra mi prese da parte e mi disse: “Franco, tu sei un bravo combattente, ma non diventerai mai un bravo Guerriero se non inizi subito a mitigare gli aspetti più yang del tuo Essere …. studiando musica!!”. Sinceramente al tempo non compresi ma, mosso dal rispetto e dalla stima incondizionata per il Maestro, seguii subito la Sua indicazione ed iniziai, per l’appunto, a studiare pianoforte: da quel momento la musica diventò per me inseparabile compagna nel Sentiero di questa Vita; nel tempo andai ad integrare la mia formazione musicale studiando anche batteria, chitarra, e sax. Anche i miei studi “occidentali” in campo psicologico e sociologico nascono direttamente dallo stile di pensiero sopradescritto, volendo e “sentendo” l’esigenza di apprendere tecniche e strumenti che mi permettessero di essere di aiuto agli altri: unendo le mie competenze “occidentali” in campo psicopedagogico alle conoscenze delle antiche Arti taoiste per il benessere, la longevità, il controllo delle emozioni e per l’a12087787_497329880444668_1416863463370410428_ormonizzazione dell’Energia, oltre che all’utilizzo mirato della musicoterapia, della cromoterapia e di un particolare “outing empatico”, ho ideato un innovativo metodo, il Metodo F.E.M.A.© (“Fisioterapia Energetica e Medicina dell’Anima”©) che si pone come obiettivo lo sviluppo dell’atmonizzazione psico/somato/energetica della Persona, promuovendo nella Persona stessa la capacità di autoarmonizzazione e di autoguarigione

 

  •  Il nuovo Album si intitola “Vibrazioni dell’Anima”. Di questo progetto ne è parte un singolo molto forte: “Tashi Delek – Fuoco e Fiamme in Tibet”. Potrebbe parlarcene meglio?

“Tashi Delek – Fuoco e Fiamme in Tibet”, è una canzone di informazione e “denuncia” della condizione (.. un vero e proprio “genocidio silenzioso”, conosciuto da tutti i potenti del mondo occidentale che non intervengono per non inimicarsi la potenza cinese) a cui è sottoposto, per mano del governo cinese, il popolo tibetano dal 1959 ad oggi. qualcuno mi ha recentemente definito “esagerato” nell’uso del termine “genocidio”; ecco allora qualche dato:

  1. Un milione e duecentomila tibetani, un quinto della popolazione, sono morti come risultato dell’occupazione cinese avvenuta il 10 marzo 1959;
  2. Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono ancora oggi detenuti in campi di lavoro forzato, i Laogai, dove la tortura è pratica comune. LAOGAI è l’acronimo di «laodong gaizao dui», che significa «riforma attraverso il lavoro»: la parola LAOGAI, dunque è traducibile, non solo per assonanza, in LAGER. Uno degli aspetti penosi della dominazione cinese è stato il “thamzing”, durante il quale i tibetani erano costretti ad autoaccusarsi dei crimini non commessi e ad autodegradarsi. i bambini erano sovente obbligati ad accusare i genitori di aver compiuto questo o quel crimine e a colpirli con sassi.
    Le donne tibetane sono soggette TUTTORA a sterilizzazioni forzate e a procurati aborti: il potere cinese vuole che i cinesi in Tibet siano sempre più numerosi e i tibetani sempre di meno. Non ci sono anestesie, altissima è la percentuale di donne morte per infezione, poiché vengono obbligate ad abortire anche donne in attesa da cinque o sei mesi. Le donne tibetane si rifiutano di partorire negli ospedali perché in molti casi il bimbo viene loro sottratto e considerato “morto durante il parto”. Tutti i potenti della terra conoscono ma nessuno fa niente: la Cina fa troppo comodo e paura mentre il nobile e spirituale popolo tibetano non “conta nulla” nella scacchiera della globalizzazione economica mondiale.
    16403293_709862645858056_7061716899680009737_oNonostante tutto questo, i tibetani con il loro saluto (“tashi delek”, appunto..) rivolgono a tutti, anche ai nemici, un augurio che significa: “buona sorte e pace universale.
    Tashi Delek è un augurio di liberazione da ogni tipo d’ignoranza e dal vacuo attaccamento a tutte quelle illusioni (fama, potere, denaro, ecc) che sono alla base di rabbia, odio, frustrazioni, indifferenza e violenza.
  • Dov’è sarà possibile seguire la sua musica? Ci sono altri progetti in ballo?

Nel mio sito www.franconocchi.it si possono seguire tutte le mie attività, dalla musica al metodo FEMA, passando per le Arti Marziali e la mia attività di docente universitario. ho sincero piacere a mantenere contatti con tutti coloro che vorranno farlo anche attraverso i miei 2 profili facebook.  invito poi tutti gli amici lettori ad iscriversi al mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UC-Wd_eNBm8athGJjyCDCx9A) in cui si possono ascoltare i miei brani accompagnati da immagini (da me realizzati in modo puramente artigianale) che vanno a “guidare” l’ascolto delle note lungo precisi percorsi dei labirinti della sfera psicoemozionale. All’inizio dell’estate uscirà un altro mio brano ed inizierò una breve serie di eventi live che ruoteranno attorno al messaggio di “Tashi Delek, fuoco e fiamme in Tibet”.

  • Devo ammettere che mi sento privilegiata nell’aver avuto la possibilità di confrontarmi con lei. La ringrazio per essere stato fonte di insegnamento e le auto il meglio.

Vorrei ringraziarti di avermi ospitato nel tuo blog, Federica,  salutando te ed i lettori di One&Only con un sincero “Tashi Delek”!

 

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